Rigenerare la scuola

Tutto accade quando a un certo punto l’insegnante prende coscienza. C’è un momento in cui – forse per caso, forse per stanchezza, magari anche dopo un avvio brillante – durante una lezione egli prende consapevolezza della scena: e si vede lì, a gestire un teatrino che non ha più senso: pochi alunni lo stanno veramente seguendo, alcuni non lo ascoltano mai (anche se stanno buoni nel loro angolino, addomesticati), altri hanno qualcosa di più importante da comunicare a un altro compagno, la maggior parte recita a dovere il ruolo che è stato assegnato loro, per cui non sono pochi quelli che ti guardano, e magari prendono pure appunti; ma sono degli automi, degli operai alienati alla catena di montaggio. Per fortuna i due o tre più impegnativi oggi erano anche assenti, ha pensato all’inizio dell’ora in angolo del suo cervello, sebbene non voglia ammetterlo. Continua a leggere

Il critico è Caronte

Il critico è colui che gestisce il potere. Il critico produce cadaveri, praticando vivisezioni. Il critico è interessato, ha un nome e deve difenderlo. È temuto, anche se ovviamente invidiato e combattuto. Il critico possiede il codice, ne conosce la scienza. Non dimentica mai le regole della grammatica. Il critico, progressivamente, prosciuga il suo stesso linguaggio, riduce il suo piacere in feticismo, scopre l’eccitazione del necrofilo. Il critico non ha una personalità, vampirizza quelle altrui. O è monomaniaco oppure ha personalità multiple e scisse. Il critico ha possibilità di carriera, può essere assoldato. Il critico è un mestierante delle lettere. Un servitore. Un martire. La sua missione è vivere la vita altrui, esserne veicolo. Il critico è Caronte. Continua a leggere

Il bambino geometrico

(L’opera scelta come copertina è di Stefano Bonazzi.
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Nel posacenere ho spinto la cicca,
ma di sbieco, tanto che le scintille
sbrindellarono dalla brace in cima.
Le scintille che attirano attenzione
su un’azione consueta ed ordinaria. Continua a leggere

Memoria cola tra le stirpi

(L’opera scelta come copertina è di Maria Teresa Ambrosi.
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La sciarpa rossa che ancora ritorna
nelle ondate violente dei tuoi sogni
porta biciclette forate d’inverno
e androni ghiacciati di collegio. Continua a leggere

Uscire dall’indistinto

(L’opera scelta come copertina è di Davide Maria Palusa.
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non è che una figura della tua lingua depressione
che giace riversa sui lati della fronte placata da
molti sorsi con discrezione mainutriti che
spariscono a riveder le stelle dal fondo dei barili in
sostanza alla loro forma definitiva scende lieve in
posizione sulle curve prosperose appaiono Continua a leggere

La lucida geometria del dramma

(L’opera scelta come copertina è di Wanda D’Onofrio.
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Mutazioni

Non ho sangue di serpente,
becco di falco, i suoi artigli,
un programma definito
per i prossimi cinque anni, Continua a leggere

La vita, infinito precipitare

(L’opera scelta come copertina è di Mariaconcetta Giuntini.
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La vita è un largo esperimento di animali
disseminati nelle stanze del mondo.
Il respiro del plancton sotto il mare
gonfia gli spazi per le nuove genie di fiori. Continua a leggere

La cera è docile, malleabile

(L’opera scelta come copertina è di Tiziana Cera Rosco.
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Anche tu alle mammelle della lupa?
Ma ero consumata pure alla venuta di Dio.
Sono seni di cera – non hai visto? –
già colati
già stati accesi.
Dal fondo dei canti tiene quel che manca
gli uccelli freddano gli spalti
non covano i tuoi boschi. Continua a leggere

Ammiccamenti Made in USA

(L’opera scelta come copertina è di Emanuele Taglieri.
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Ah, l’America…

just a solitary exile

articolata su un suono di rottura
lineare pausa in progressione
vorrei ascoltare la frequenza diversa
dei tuoi forse Continua a leggere

Il battesimo della generazione

(L’opera scelta come copertina è di Stefano Bonazzi.
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Coperte, asciugamani, tovaglioli,
federe, tovaglie e poi presine,
ci facciamo una trincea
con questa roba
visto che non la merito, Continua a leggere