Poeti contemporanei: Tiziano Broggiato

(La foto è di Dino Ignani.
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La contiguità semantica fra due titoli, Predilezione dell’albero secco e Il copiatore di foglie, non è occasionale, come rivela la ripresa di alcuni testi da un volume all’altro. Che cosa può significare questo fatto? È possibile che l’autore abbia voluto semplicemente offrire quanto di meglio era nelle sue possibilità oppure rendere più esplicita la ricerca poematica attuale o riprendere le poesie che, con il senno di poi, trovavano soltanto in quel frangente il loro contesto ideale. Ma, senza escludere nessuna di queste spiegazioni, la ripresa puntuale e allo stesso tempo sostanziale di alcuni componimenti nei libri citati, fra cui quello che dava allora il titolo alla raccolta (ora ridotto a Predizione), fa presumere che la scrittura di Broggiato fosse alle prese con un nodo irrisolto o ultimativo. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Marco Ceriani

Le indicazioni biografiche che appaiono su Lo scricciolo penitente, pur ricordando l’attività del poeta fin dai suoi esordi, risalenti al 1980, riducono quelle prime esperienze, che comprendono anche il volume autonomo Fergana, a sinopia «del suo vero libro d’avvio, Sèver». Vero è che alcune sezioni di quel volume riprendono testi precedenti, ma solo in minima parte e, soprattutto, orientando l’insieme poetico in una direzione nuova rispetto a Fergana. C’è, insomma, un punto di svolta tra il primo e il secondo libro, tanto che l’autore afferma di rispecchiarsi ormai solo nel dittico composto dai due più recenti titoli, usciti sotto gli auspici di Giovanni Raboni, curatore prima dell’una e poi dell’altra collana in questione. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Roberto Deidier

(La foto è di Dino Ignani.
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Dopo gli esordi in rivista, la prima uscita ufficiale di Deidier con la silloge Tra il corpo e il giorno ci consegnava un autore che prendeva esplicitamente le mosse dalla «subliminale avventura cognitiva di Magrelli» (per ricorrere a formula usata da D’Elia); in particolare, la sequenza iniziale, Nel corpo, rappresentava la fragrante ripresa di una poetica in cui campeggia l’io autoriflessivo, il quale rispecchia, nella percezione del proprio corpo, l’epifania della conoscenza stessa nelle sue cristalline strutture intellettuali (e la ripresa era consapevole anche nella volontà di superamento, se l’attenzione si spostava presto dall’attimo dell’abbandono al sonno, momento topico per il Magrelli di Ora serrata retinae, all’analisi del momento del risveglio, della ripresa del viaggio razionale). Continua a leggere

Aprile di là (di Francesca Serragnoli)

(La fotografia scelta come copertina è di Elisabetta “A-lis-e”.
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Ogni volta che penso a Francesca Serragnoli la mia mente mi porta a Emily Dickinson. Non so quale sia la ragione, non c’è alcun tratto poetico evidente né biografico che possa giustificare questa associazione. Mi sono chiesto dunque se non ci fosse un’analogia fantasiosa in me, un richiamo simbolico. Forse, mi sono risposto, è perché considero Francesca l’espressione poetica di una mente adamantina, in cui la fragilità e la delicatezza sono connaturate alla forza – come nel caso di Emily. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Claudio Damiani

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
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La poesia di Claudio Damiani muove da ragioni e intraprende modalità espressive del tutto analoghe a quelle testé riportate per Gabriella Sica. Potremmo dire, sintetizzando, di trovare in lui la medesima poetica, ma spinta a un tale grado di oltranza da trasformarne i dati peculiari in una sottile forma di ossessione.

Ricorriamo a quanto sintetizzato da Umberto Fiori a proposito della raccolta La miniera: Continua a leggere

Utopia fuggiasca di Federica Giordano

Adoro le opere prime, i versi “giovanili”. Nella loro imperfezione vibra la perfezione dello slancio, la disponibilità a più avventure. Poi la vita e la maturazione detteranno una postura, obbligheranno ad andare in fondo a una strada. «Seguìto il solco d’un sentiero m’ebbi / l’opposto in cuore, col suo invito», scrisse Montale. Per questo esordire è tragico: ogni passo di conquista è un restringimento d’orizzonte, fino all’Incontro con sé stessi. Continua a leggere

L’amore ai tempi di Batman (di Massimiliano Parente)

(L’opera scelta come copertina è di Michela Pedron.
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Terminata la lettura dell’ultimo romanzo di Massimiliano Parente, L’amore ai tempi di Batman, mi ha preso un po’ di tristezza. Non è solo l’effetto della storia, la vita di Walter Moschino, il protagonista da cui scaturisce la trama (esigua) e il flusso di pensieri che disegnano lo spirito del tempo, nella porzione raccolta, ovviamente, da quest’opera. Continua a leggere

Intervista a Eugenio Borgna

In questi giorni di tregua dalla scuola mi sto concedendo un po’ di ozio (attività in famiglia, letture, preparazione di lezioni…).
Colgo l’occasione per ripensare al percorso compiuto quest’anno con il sito e rilancio alcuni vecchi articoli, cui sono particolarmente affezionato. Questo era apparso il 28 aprile.

Se in questi anni sto virando sempre più decisamente le mie letture verso la narrativa (ma ho davvero tanto terreno da recuperare), la mia formazione si è basata soprattutto sulla poesia, sulla critica letteraria e sulla saggistica (la più varia). Certo, ormai viviamo in un’epoca in cui la complessità del sapere ha raggiunto livelli tali per cui è impensabile raggiungere una formazione veramente integrale, umanistica se volete (laddove il termine “umanistico” abbraccia feconda e stimola il versante “scientifico” del sapere) e tuttavia credo sia bello e necessario avventurarsi anche fuori dai propri ambiti di competenze, caricandosi in spalla il proprio fagotto di ignoranza, che ci accompagnerà sempre, anzi crescerà insieme alla nostra acquisizione di sapere. Credo anzi che sia intrinsecamente poetico mettere in crisi e dover ristrutturare il linguaggio e il sistema simbolico che ci dà forma, per inventare nuove approssimazioni a una risposta e generare, quindi, una nuova domanda. Mi piace, in quest’ottica, recuperare una mia vecchia intervista a Eugenio Borgna, che all’epoca mi venne commissionata per una rivista ma che rimase inedita, prima di trovare ospitalità presso «Il Segnale» (a. XVII, n. 50, giugno 1998).

FRANTUMI DI STELLE. Il senso dell’esperienza psicotica Continua a leggere

La fortuna, il canone

Tra gli elementi che determinano l’importanza di un poeta vi è sicuramente la fortuna. Comincio col parlare di importanza per alludere a quel valore consolidato che il critico (o chi per esso) deve in qualche modo prendere in considerazione e non può bellamente trascurare, in partenza. Mi spiego. Un critico propone dei giudizi di merito, sulla scorta di una poetica (o, meglio sarebbe, visione estetica) implicita o esplicita che sia, e in questo fa sì che il punto in cui si gioca maggiormente la propria credibilità sia esattamente la sua scommessa su un autore o il ridimensionamento di un altro. Detto altrimenti: la sua capacità di “fare canone”, di dettarlo e plasmarlo. Continua a leggere

Anniversario (del mio romanzo)

Uh, me ne stavo sinceramente dimenticando, e infatti sono in ritardo di qualche giorno, ma è da un anno che Tutte le voci di questo aldilà sta viaggiando nel mondo. Cammina come un monaco, stando praticamente fermo, in un mondo vorticoso che ha ben altro a cui pensare. Ma non c’è fretta. Non c’è fretta.

Comunque, la ricorrenza è propizia per rileggere l’epilogo. La versione che ripropongo qui sotto contiene la variante di Geiger. Continua a leggere