La tradizione del futuro

(L’opera scelta come copertina è di Enrico Ferrarini.
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Si ha un bell’affannarsi alla ricerca di padri, fra certi poeti. Ma così non si rende giustizia alla parte femminile, materna e tellurica, che muove la creazione poetica. I padri, si sa, sono sempre incerti e non basta mezza giornata di discussione sui propri testi per riconoscere un maestro, per quanto illuminanti possano essere le parole. Non basta nemmeno una pubblicazione: un padre ci deve tutto, e il nostro debito nei suoi confronti è incalcolabile, a tal punto da non esistere più, a tal punto da muoverci al superamento. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Fabio Ciofi

Introducendo Prendi ad esempio me, Attilio Lolini ricostruiva il percorso di formazione del poeta, ricordando l’importante contatto epistolare con Caproni e la presenza del giovane nei salotti letterari di Romano Bilenchi. Ciofi deve infatti a Caproni, che per lettera lo esortò a evitare «ambiziosi intellettualismi» e a coltivare la musica del testo (che da sola rappresenterebbe i tre quarti della poesia), l’impronta predominante dei suoi versi. Lo si apprende in modo inequivocabile leggendo Non a caso, la raccolta con cui egli amplia la silloge apparsa nel 1993. L’egida del magistero caproniano non si limita esteriormente a dettame di soluzioni metriche o stilistiche; diventa affinità di tono, somiglianza di carattere nel rendersi presenti alle cose. «Così Fabio Ciofi», annotava Lolini, «seguendo i “consigli” di quel grande disamorato che fu Caproni, torna ai toni crepuscolari dei migliori suoi coetanei». Continua a leggere

Poeti contemporanei: Gabriella Sica

(La foto è di Dino Ignani.
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La tentazione di leggere le Poesie familiari di Gabriella Sica sulla scorta delle affermazioni rinvenibili in Sia dato credito all’invisibile, volume di «prose e saggi» edito quasi contemporaneamente, è avallata dalla stessa autrice, che definisce quest’ultimo un «controcanto in prosa» del primo (così si legge nel risvolto). E in effetti nel brano introduttivo dichiara: Continua a leggere

Poeti contemporanei: Stefano Dal Bianco

C’è, congenita alla nostra cultura occidentale, la sottile tentazione del suicidio, la malia dell’annullamento, il desiderio della scomparsa. Su tutti gli esempi possibile, campeggia il silenzio di Rimbaud, con la sua fuga o forse con il suo affondo nel mondo, dopo essersi spogliato degli infingimenti dell’uomo di lettere. Di questo enigmatico desiderio di sparizione (che talvolta giunge al feticismo di una poetica di oggetti, al più sottile anelito all’anonimato, alla regressione in un ambito culturale ai margini della contemporaneità) ci parla Dal Bianco. Questo, precisamente, è il tema che pare dominare la sua opera, processo alchemico al cui interno è possibile giocare la decisiva partita con sé stessi, in modo asettico (ma subendo naturalmente la seduzione di passare ai fatti). Per questo il suo minimalismo e il suo classicismo addirittura petrarchista, esibito fin da La bella mano, assumono connotati funebri. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Aldo Nove

(La foto è di Dino Ignani.
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Com’è noto, Aldo Nove è il secondo pseudonimo adottato da Antonio Centanin, che esordisce come poeta nel 1989, con il nome di Antonello Satta Centanin (Satta è il cognome materno), con il volume Tornando nel tuo sangue. Uno dei suoi padri putativi letterari è Franco Buffoni, al quale è infatti dedicato il volume, ma il poeta che maggiormente influisce sulla sua ricerca è Milo De Angelis, per altro firmatario della controcopertina. L’intonazione predominante del libro è tragica, i testi si stagliano su uno sfondo di concentrazione lirica tanto da risultare spesso ermetici, tesi alla ricerca di folgorazioni memorabili e perentorie, oppure pronti a registrare frammenti di dialoghi o affermazioni sospese in un contesto ambiguo. Continua a leggere

Lo splendore delle apparenze (Marano)

Basta guardare la biografia di Giampiero Marano (nato a Salerno nel 1970) per rendersi conto di trovarsi alla presenza di un’intelligenza critica originale, capace di coniugare la filologia e la filosofia occidentale (laureato in Lettere antiche, avevo già particolarmente apprezzato a suo tempo La parola infetta, una rilettura della tradizione letteraria italiana) e il pensiero orientale (si è occupato della Bhagavadgita e della Danza di Siva di Coomaraswamy), sulle tracce del sacro (irriducibile a qualsiasi dottrina) che sta a fondamento dell’esperienza letteraria.

Ora, nel suo ultimo libro (Lo splendore delle apparenze, Salerno, Oèdipus 2016) sarebbero molti gli spunti da riprendere (anche e soprattutto quando, ovviamente, i giudizi complessivi non collimano), a partire dalla prima parte, che si avvia con un Manifesto della critica immobile, per passare al corposo capitolo centrale dedicato all’opera di Antonio Moresco, o ai quadri conclusivi dedicati a sette voci mediterranee (Rosselli, Ritsos, Al-Aswani, Calasso, Choukri, Barakat e Rea), ma io ho riletto con piacere una lettura dell’Opera comune, ritrovandovi intuizioni importanti, a dimostrazione del fatto che non ci si trovava di fronte a una piatta segnalazione editoriale ma, appunto, all’esercizio felice di una mente critica. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Giancarlo Pontiggia

(La foto è di Dino Ignani.
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Il nome di Pontiggia richiama immediatamente alla memoria le venture della Parola innamorata, antologia che curò insieme a Enzo Di Mauro, assurta ben presto a stendardo di un certo pensiero poetico, naturalmente ben oltre la piena responsabilità di un autore allora ventiseienne e al di là della stessa valenza più veritiera dell’opera, almeno per la sua materia creativa (cui probabilmente bisognerebbe annettere la stessa introduzione). Eppure, imbalsamati gli idoli polemici, aggiornati i referenti culturali e mutati gli umori sociali, la poesia di Pontiggia è rimasta fedele al soffio di una memoria archetipica, mai circoscritta intorno all’ego del poeta e ai suoi furori, eppure volutamente ispirata, visionaria e rituale fino alla più pura reiterazioni dei miti naturali, accordandosi a una pietas protocristiana, se non addirittura pagana, che non poteva non essere sottoscritta da Giuseppe Conte, che firma la fiammante presentazione di copertina del libro con cui l’autore si è recentemente riproposto sulla scena poetica. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Tommaso Ottonieri

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
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Se uno dei dettami della poesia di ricerca è confrontarsi con la cultura di massa, nulla risulta più adatto del tormentone di Sanremo (o, più in generale, del mondo della musica di consumo, come accade nel caso analogo di Nelle galassie oggi come oggi [1]). L’esordio poetico di Tommaso Ottonieri, proveniente dal Gruppo 93, avviene proprio con Elegia sanremese nell’ambito della famigerata ed effimera esperienza della collana «inVersi», curata da Aldo Nove per i tipi della casa editrice Bompiani (serie di testi avanguardisticamente studiati nel formato e nella grafica). Continua a leggere

Poeti contemporanei: Alba Donati

C’è un’energia, una tensione fluviale nelle poesie di Alba Donati che si sposa bene con la parsimonia delle pubblicazioni. Si potrebbe citare il paradigmatico titolo di un gruppo di testi apparsi su «Poesia» nel 1993, Io sto dalla parte del cuore, per suggerire il candore espressivo e quasi la sfrontatezza con cui l’autrice si abbandona al canto e al racconto, senza celare affatto i riferimenti politici e biografici, affioranti anzi esplicitamente quali moventi della scrittura. Qui il mito tocca la storia e plasma le sue utopie con incandescenza e talvolta con coraggio declamatorio. L’esigua produzione di questa scrittrice è affidata a La repubblica contadina e Non in mio nome, libro, quest’ultimo, che riprende e riparte dalla sezione più avvincente, Portovenere, del volume d’esordio. L’oculatezza delle uscite editoriali reagisce con l’esuberanza espressiva come una necessaria disciplina: la sobrietà e il distacco sono le premesse perché si dia potenza di voce; senza raccoglimento, rotti completamente gli argini formali, la poesia si perderebbe nell’indiscriminato o nella pratica del mestiere letterario. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Fabio Pusterla

L’intera opera di Pusterla ruota attorno al doloroso enigma della memoria, come se soltanto il punto in cui si coniugano biografia e storia, tempo dell’uomo e tempo della natura, potesse giustificare la richiesta di senso che muove la scrittura. Se quel punto esiste, allora la vita ha un centro, un ritmo profondo che pulsa sotto il caos apparente. Continua a leggere