Tag Archivio per: POESIA CONTEMPORANEA

In viaggio con Magrelli (di Sandra Piraccini)

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IN VIAGGIO CON VALERIO MAGRELLI
di Sandra Piraccini

«Ci incontriamo di fronte alla biglietteria. Porto gli occhiali, ho un giubbotto verde e una borsa blu. Non le sarà difficile riconoscermi».

Stazione di Pisa. Ore 16,30. Lo vedo avanzare nell’atrio verso il tabellone delle partenze finché non si ferma quasi di fronte a me. Esito: non so come presentarmi. Poi, faccio un passo verso di lui e «Salve, signor Magrelli?». Continua a leggere

L’ultimo Caproni (di Daniele Piccini)

Dopo quella di ieri, ecco una nuova lettura di Giorgio Caproni.

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L’ultimo Caproni: la caccia, l’ónoma, Dio

di Daniele Piccini

La prima volta che Giorgio Caproni mise al centro di una sua poesia il tema della caccia nell’accezione allusiva e subito intensamente metafisica che sarà del Franco cacciatore (Garzanti, Milano 1982) fu in un testo del maggio 1961, Il fischio, apparso sulle pagine della rivista “Critica d’oggi” (4, gennaio 1962) e infine accolto nel volume Congedo del viaggiatore cerimonioso & altre prosopopee (Garzanti, Milano 1965). È qui anticipato il fruttuoso campo metaforico che il libro del 1982 passerà poi in eredità, come metafora centrale, spunto narrativo trainante dell’intera raccolta, al successivo Il Conte di Kevenhüller (Garzanti, Milano 1986). Continua a leggere

Durs Grünbein (di Riccardo Ielmini)

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Durs Grünbein, A metà partita

di Riccardo Ielmini

Di Durs Grünbein (nato a Dresda nel 1962) è stata pubblicata un’ampia antologia, a cura di Anna Maria Carpi, per le edizioni Einaudi. A metà partita raccoglie il meglio della sua produzione fra la raccolta d’esordio, Zona Grigia, mattina (Grauzone morgens, 1988) e l’ultima, Dopo le satire (Nach den Satiren, 1999), offrendo al lettore italiano una scelta corposa per il numero dei testi presenti e tale da confermare la considerazione che l’autore ha riscosso in patria ed oltre, sì da porlo come una delle voci più valide della produzione europea contemporanea. Continua a leggere

Dario Bellezza

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DARIO BELLEZZA

di Danni Antonello

«Dario Bellezza ha un suo posto, appartato e sicuro, fra i poeti del nostro secondo Novecento». Conclude così Elio Pecora la prefazione all’antologia dell’amico, uscita nell’aprile 2002 per i tipi di Mondadori. Poesie 1971-1996 è una scelta della produzione del poeta romano che vuole dare un’idea d’insieme del suo lavoro, dal primo volume Invettive e licenze, uscito nel 1971 con prefazione del suo mentore P.P. Pasolini, fino al postumo Proclama sul fascino. Mondadori e Garzanti premiano l’opera di Bellezza fin dagli inizi, a dispetto del disappunto di molti e del ghigno soddisfatto di altri. Devo confessare che preferisco entrare nella sottospecie dei ghignanti piuttosto che nel tribunale dei molti, che preferisco cioè stare tra le bande dei lettori di poesia critici, piuttosto che nelle fila ordinate dei critici di poesia. Continua a leggere

Maurizio Cucchi

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L’icona del padre. Sulla poesia di Maurizio Cucchi

Il Novecento, si va dicendo, è un secolo di grandi libri primi, ma forse si potrebbe potenziare il valore di una simile battuta, che rischia di cadere nel generico, adottandola per la seconda parte del secolo, almeno nella sua utilità di punto di partenza per un’analisi più accurata. Se poi una ragione, o più ragioni, possano sottostare a una simile constatazione, non è qui il caso di verificare; certo è che in un possibile elenco di autori da addurre a prova per il loro perentorio esordio poetico non mancherà Cucchi, che nel 1976, con Il disperso («un vero romanzo milanese», a detta di Raboni), veniva accreditato come prosecutore della linea lombarda, in particolare per quanto riguarda il suo versante espressionistico. Continua a leggere

Elogio del piccolo editore

C’è bisogno come il pane di piccoli editori che pensino in grande. Un editore che si presenti potente della sua povertà artigianale, che non pubblichi collane ma collezioni, timbrate con la grafia viva degli autori. Editori convinti che la storia si possa cambiare anche con cinquecento copie. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Mario Baudino

Il sentimento che prevale, compiuta la lettura di Colloqui con un vecchio nemico, è quello del tradimento. Dopo il testo introduttivo dal titolo Lettera, così sapientemente orchestrato nel verso libero, capace a ogni a capo di creare sensi e attese che si smentiscono o arricchiscono a ogni passaggio, in virtù non solo dell’accrescimento delle informazioni che ci vengono offerte, ma anche di enjambements che prolungano il pathos del colloquio («inutilmente / desueta», «schegge di vera / felicità»), ci si aspetterebbe una serie di componimenti su quella stessa lunghezza d’onda, impostata su una “leggera gravità” nel tono confidenziale e teso, raccolto all’ombra di uno sguardo indefinito ma incombente (realmente attivo nella formazione del discorso) cui ci si rivolge (il vecchio nemico che dà nome alla raccolta, emblema insieme dell’altro più distante e sublime, della morte, e degli affetti più prossimi e sfuggenti), e invece ci si immerge in un’irritante sequenza di ironie e di giochi formali che tradiscono, appunto, quel patto di sincerità che, dentro la finzione del rapporto letterario, si stabiliva con il testo d’esordio. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Alessandro Ceni

Per quanto la bibliografia di Ceni sia relativamente nutrita, il suo percorso poetico si riassume in tre opere: I fiumi, La natura delle cose e Mattoni per l’altare del fuoco, nelle quali si riaccorgano le plaquettes che scandivano le sue uscite. Tuttavia, per questo poeta complessivamente parco, non certo incline al presenzialismo, non vanno dimenticate due importanti antologie, che suggeriscono altresì la misura di un’attenzione che lo accompagna da anni, se non attraverso un consenso critico generale, attraverso la lettura attenta e appassionata da parte di molti autori sodali: si tratta dei libri Il pieno e il vuoto e Tra il vento e l’acqua. In quest’ultimo, testi già noti si mescolano, in un percorso originale, ad appunti teorici e a quattro inediti. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Annelisa Alleva

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Anche nei versi di Annelisa Alleva spesso affiora il tema familiare, che anzi è dato come presupposto, come sfondo della sua pronuncia poetica, riflessiva e colloquiale. Questi versi, ad esempio, provengono dalla raccolta Aria di cerimonia: «Solo quando ti stiro le camicie / rendo conto della tua vita passata. / Leggo etichette sconosciute, / indirizzi di negozi, di città straniere. […] / E intanto immagino il busto asciutto / di te ragazzo, lasciato alle intemperie»; ma si leggano anche, nello stesso libro, i versi della poesia che reca la dedica «a R.»: Continua a leggere

Linee future della poesia italiana

Questo è un saggetto di un po’ di anni fa, ma mi pare che contenga intuizioni ancora interessanti.

Linee future della poesia italiana?

Piuttosto che cercare di tracciare delle linee per definire il panorama attuale della poesia italiana, studiando in effetti il passato, vorrei tentare un’analisi dell’ultimissima generazione di ventenni che sta ora ufficiosamente salendo alla ribalta. Si tratta, evidentemente, di un gesto arrischiato, tutto rivolto al futuro, che tuttavia motiverei con queste riflessioni: Continua a leggere