Tag Archivio per: POESIA CONTEMPORANEA

Poeti contemporanei: Marco Guzzi

La poesia di Marco Guzzi si qualifica, fin dal suo esordio con Il Giorno, per la potenza visionaria e la contiguità con la ricerca teorica svolta tanto in campo filosofico quanto in campo sempre più prettamente spirituale. Progressivamente, poi, il tono di questo poeta è diventato perentorio, come suggerivano anche certi titoli (su tutti, quello della terza raccolta, Figure dell’ira e dell’indulgenza), ma come indicavano ancor più clamorosamente a livello testuale il ricorso sistematico agli imperativi e l’insistenza strutturale sul verbo essere. In questi versi è preponderante l’atto predicativo per eccellenza: Guzzi è un poeta assertivo, dichiaratamente profetico. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Emanuele Trevi

Non manca di distintivi poetici l’esperienza di Emanuele Trevi, nella cui silloge Argomenti per il sonno pure si giustappongono versi e prose, ma facendo leva, montalianamente, sulla concisione di entrambe, creando così una sorta di alternanza di tempi musicali nella concertazione complessiva della raccolta. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Giancarlo Sissa

Il titolo ammaliante che Giancarlo Sissa ha scelto per la prima raccolta unitaria, Laureola (nome di una pianta velenosa, ma anche possibile senhal tanto dell’amata quanto, in modo canzonatorio, dell’aura che investe la scrittura), molto bene si adatta a un disincantato canzoniere, tanto lieve nella scansione ritmica libera e a tratti persino melodica, quanto intenso «nella sua sincerità priva di pudore» (per riprendere un’espressione dalla postfazione di Alberto Bertoni). Continua a leggere

Poeti contemporanei: Giacomo Trinci

Le raccolte poetiche di Trinci sono marchingegni barocchi che mettono in scena lacerti di un io triturato dalla lotta con il linguaggio, con l’insensatezza della storia, con l’inautenticità della persona. Attraverso il caleidoscopio di voci che s’intrecciano in un dialogo più desiderato che reale (sotterraneo, verrebbe da dire pensando alla sua seconda raccolta, dal dostoevskiano titolo di Voci dal sottosuolo), il rimbalzo di prospettive creato dagli attanti che occupano la rappresentazione genera un campo di forze complesso sia dal punto di vista delle valenze letterarie sia da quello dei risvolti psicologici, in una sorta di rappresentazione taumaturgica di nodi esistenziali. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Nicola Gardini

«Ho vissuto l’asma […] come una perturbazione del mio rapporto simbolico col mondo. Tutto era perturbato. E quindi sono portato a concepire l’asma […] alla stregua di un’avventura intellettuale» (Enrico Filippini). In Gardini, con le poesie raccolte sotto il titolo La primavera nel quarto volume einaudiano dedicato ai Nuovi poeti italiani, la patologia allergica diveniva il prisma attraverso cui ogni motivo subiva un’originale rifrazione. L’eclettismo formale che ne discendeva (come di un reale frantumarsi del respiro poetico in ritmi differenti) recava in sé il timbro di una coerenza ispirativa. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Riccardo Held

Il guizzo irriverente dell’azzurro di Riccardo Held si presenta nelle vesti di un canzoniere suddiviso in sei sezioni, che articolano e complicano (al limite: contraddicono) il discorso soggiacente, non del tutto esplicabile, ma ben racchiuso nella struttura generale della raccolta, grazie al tenore stilistico uniforme che la permea. La coerenza si avverte nel darsi, in aenigmate, di una trama (si veda come alcune poesie attacchino come riprendendo un pensiero interrotto altrove), che ha un indubbio radicamento biografico: «Qui non si toglie mai dall’esperienza / nessun altro migliore insegnamento / che non sia tutto un gioco di pazienza». Tuttavia, il dato empirico subisce una forte rielaborazione attraverso la scrittura: la «maniera» che ne risulta, insomma, non è soltanto il contrappeso sapiente adottato per bilanciare il vissuto, ma una sorta di via terapeutica praticata con dedizione: lo vedremo ripercorrendo, rapidamente, lo sviluppo implicato di sezione in sezione. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Luca Ragagnin

Luca Ragagnin rappresenta sicuramente un inserimento in parte anomalo, rispetto all’area postavanguardista. Tuttavia, la sua presenza non si giustifica, come vedremo, solo per la pubblicazione di Fabbriche Lumière nella collana di Aldo Nove o per la prefazione firmata da Tommaso Ottonieri a Biopsie, dati comunque sintomatici. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Dario Villa

Uno dei modi possibili per seguire il percorso di un poeta è quello di affidarsi ai suoi versi maggiormente emblematici e che egli stesso pone, per così dire, come indicazioni strategiche per orientare il lettore. Il criterio, valido in generale, lo è ancor più al cospetto della poesia contemporanea, che fa della riflessione metapoetica un tema determinante (se non il tema centrale in assoluto): dal Romanticismo e in particolare dal Simbolismo in poi, «l’atto poetico si pone al centro della riflessione poetica sull’essenza della poesia», come ricorda Marco Guzzi: infatti, «nel nostro secolo sono infiniti i testi poetici sull’atto poetico come tale, proprio perché i poeti avvertono che esso rappresenta il novum assoluto da sondare»[1].

Anche la produzione di Dario Villa, che purtroppo può già fregiarsi del titolo di completa, abbonda di indizi, di dichiarazioni, di indicatori d’uso, codificati naturalmente secondo la propria natura: vorremmo utilizzarli apertamente per perimetrare le evoluzioni stilistiche e le acquisizioni esistenziali calcificate nello sviluppo della sua opera. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Marco Munaro

Anche l’opera poetica di Munaro, come accade per molti suoi coetanei e per i più giovani, prende forma attraverso pubblicazioni difficilmente reperibili, plaquettes semiclandestine, volumi occasionali, raccolte provvisorie, con tutto ciò che comporta dal punto di vista di una lettura che deve fare i conti con continue riprese, con la disseminazione di testi magari appartenenti idealmente a un unico libro in sedi diverse, con una mancanza di continuità in un rapporto (fra autore e lettore) preferibilmente rispettoso dei tempi con cui si evolve la scrittura. In ogni caso, volendo provvisoriamente riordinare il percorso dell’autore, si ricorderanno i seguenti titoli essenziali: Cinque sassi, Il portico sonoro e Vaso blu con narcisi. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Gilberto Sacerdoti

Autore di un libro al decennio, Sacerdoti con Vendo vento conferma la stessa poetica giocosa e indolente delle raccolte precedenti. La sua scrittura «avara, esosa e ironica», scriveva Niva Lorenzini, «coniuga lo stupore cantabile di Saba con gli artifici di un’intera tradizione rimatica, per dare voce ferma, evidenza piena a realtà mentali minuscole e persistenti». La quarta di copertina del volume einaudiano chiama in causa anche Penna e «un certo filone inglese, da Hardy e Hopkins fino ad Auden e Larkin». (Sacerdoti, docente di Letteratura inglese a Roma, è in effetti anche traduttore. Si veda, per esempio, la versione di Veder cose di Seamus Heaney per Mondadori, con l’ardua scelta di non mantenere la scansione versuale dell’originale, ma di espandere su più versi l’inevitabile dilatazione che il compatto inglese di Heaney – e l’inglese tout court – comporta in italiano). Continua a leggere