Utopia fuggiasca di Federica Giordano
Adoro le opere prime, i versi “giovanili”. Nella loro imperfezione vibra la perfezione dello slancio, la disponibilità a più avventure. Poi la vita e la maturazione detteranno una postura, obbligheranno ad andare in fondo a una strada. «Seguìto il solco d’un sentiero m’ebbi / l’opposto in cuore, col suo invito», scrisse Montale. Per questo esordire è tragico: ogni passo di conquista è un restringimento d’orizzonte, fino all’Incontro con sé stessi. Continua a leggere


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