Tag Archivio per: POESIA CONTEMPORANEA

Franco Loi: Voci d’un vecchio cantare

E’ un piacere vedere accolta nella collezione di poesie in cui apparve a suo tempo anche Terramadre l’ultimo volume di Franco Loi, «erede di Carlo Porta e Delio Tessa, […] una delle voci più limpide e autorevoli della poesia contemporanea».

Ecco due poesie estrapolate dal libro, come invito alla lettura. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Edoardo Zuccato

Il secondo libro di Zuccato va a comporre con il primo un dittico che ben illustra le due principali modalità di proporsi del dialetto (in questo caso l’altomilanese fra Cassano Magnago e Fagnano Olona): quella vagamente idilliaca che pare descrivere il ripiegamento in un’enclave culturale (nella quale il poeta ha ancora o può supporre di avere una comunità di riferimento) mitica e minacciata dalla scomparsa, e quella più decisamente politica. Si può prendere ad esempio dalla prima raccolta la poesia Bacalén: «Du ch’i ur sa cöntan a bicer», per intendere quella sorta di tautologia che impone al dialetto di farsi portavoce di un mondo tutto suo, come appunto l’osteria, «dove le ore si contano a bicchieri». Continua a leggere

Poeti contemporanei: Rosaria Lo Russo

(La foto è di Dino Ignani.
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Nell’introduzione a Vrusciamundo, Francesco Stella ha indicato con esattezza nella vocalità, e quindi nella «corporalità», il «principio costitutivo» dell’opera: «Ne nasce una poesia recitativa, uno stile che presuppone la scena (cioè un corpo in uno spazio) e anela a crearla moltiplicando le rifrazioni della parola, producendo con l’alternanza dosata dei toni una prospettiva acustica, una profondità mentale. Teatro della poesia come sdoppiamento del soggetto, attore-ascoltatore della sua voce». Continua a leggere

Poeti contemporanei: Gian Mario Villalta

(La foto è di Dino Ignani.
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La ricerca poetica di Villalta si muove sul doppio binario dell’italiano e del dialetto, equamente intesi come mezzi per avvicinare il quid esistenziale (la voce) che a entrambe, inevitabilmente, sfugge. Ogni lingua è, in altre parole, traduzione, e la vita è l’essenziale che sempre manchiamo. Per riprendere le parole con cui Gardini recensiva la raccolta Vose de Vose: «Il dialetto di questo poeta, nutrito di Heidegger e di Celan ed educato dalla pedagogia di un finitimo Zanzotto, è a un tempo idioma (lingua privata, impulso alla lingua, isolamento linguistico, infanzia) e metalinguaggio (anima e coscienza della Lingua), o metaidioletto: voce e canto, ovvero ferita e lama a un tempo». Continua a leggere

Poeti contemporanei: Maria Angela Bedini

La poesia di Maria Angela Bedini si propone alla luce di una poetica che rischia di irretire il lettore, spesso diffidente nei confronti di un misticismo veicolato su una corporeità esibita che è diventata, ormai, il tema unico e quasi la condanna della ricerca femminile. Siamo per giunta ormai lontani dalle esperienze della Parola innamorata, per cui il tono alto di un poemetto suddiviso in canti e addirittura intitolato La lingua di Dio suscita, di primo acchito, molte perplessità.

Poi si apre il volume e si rimane presto abbagliati. Dalla fitta oscurità visionaria della poesia divampano versi di inusitata potenza. Ecco allora il rischio di una lettura per frammenti, che lascia cadere le astrattezze eccessive, gli irti analogismi, la struttura complessiva del poema. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Tiziano Broggiato

(La foto è di Dino Ignani.
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La contiguità semantica fra due titoli, Predilezione dell’albero secco e Il copiatore di foglie, non è occasionale, come rivela la ripresa di alcuni testi da un volume all’altro. Che cosa può significare questo fatto? È possibile che l’autore abbia voluto semplicemente offrire quanto di meglio era nelle sue possibilità oppure rendere più esplicita la ricerca poematica attuale o riprendere le poesie che, con il senno di poi, trovavano soltanto in quel frangente il loro contesto ideale. Ma, senza escludere nessuna di queste spiegazioni, la ripresa puntuale e allo stesso tempo sostanziale di alcuni componimenti nei libri citati, fra cui quello che dava allora il titolo alla raccolta (ora ridotto a Predizione), fa presumere che la scrittura di Broggiato fosse alle prese con un nodo irrisolto o ultimativo. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Marco Ceriani

Le indicazioni biografiche che appaiono su Lo scricciolo penitente, pur ricordando l’attività del poeta fin dai suoi esordi, risalenti al 1980, riducono quelle prime esperienze, che comprendono anche il volume autonomo Fergana, a sinopia «del suo vero libro d’avvio, Sèver». Vero è che alcune sezioni di quel volume riprendono testi precedenti, ma solo in minima parte e, soprattutto, orientando l’insieme poetico in una direzione nuova rispetto a Fergana. C’è, insomma, un punto di svolta tra il primo e il secondo libro, tanto che l’autore afferma di rispecchiarsi ormai solo nel dittico composto dai due più recenti titoli, usciti sotto gli auspici di Giovanni Raboni, curatore prima dell’una e poi dell’altra collana in questione. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Roberto Deidier

(La foto è di Dino Ignani.
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Dopo gli esordi in rivista, la prima uscita ufficiale di Deidier con la silloge Tra il corpo e il giorno ci consegnava un autore che prendeva esplicitamente le mosse dalla «subliminale avventura cognitiva di Magrelli» (per ricorrere a formula usata da D’Elia); in particolare, la sequenza iniziale, Nel corpo, rappresentava la fragrante ripresa di una poetica in cui campeggia l’io autoriflessivo, il quale rispecchia, nella percezione del proprio corpo, l’epifania della conoscenza stessa nelle sue cristalline strutture intellettuali (e la ripresa era consapevole anche nella volontà di superamento, se l’attenzione si spostava presto dall’attimo dell’abbandono al sonno, momento topico per il Magrelli di Ora serrata retinae, all’analisi del momento del risveglio, della ripresa del viaggio razionale). Continua a leggere

Aprile di là (di Francesca Serragnoli)

(La fotografia scelta come copertina è di Elisabetta “A-lis-e”.
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Ogni volta che penso a Francesca Serragnoli la mia mente mi porta a Emily Dickinson. Non so quale sia la ragione, non c’è alcun tratto poetico evidente né biografico che possa giustificare questa associazione. Mi sono chiesto dunque se non ci fosse un’analogia fantasiosa in me, un richiamo simbolico. Forse, mi sono risposto, è perché considero Francesca l’espressione poetica di una mente adamantina, in cui la fragilità e la delicatezza sono connaturate alla forza – come nel caso di Emily. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Claudio Damiani

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
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La poesia di Claudio Damiani muove da ragioni e intraprende modalità espressive del tutto analoghe a quelle testé riportate per Gabriella Sica. Potremmo dire, sintetizzando, di trovare in lui la medesima poetica, ma spinta a un tale grado di oltranza da trasformarne i dati peculiari in una sottile forma di ossessione.

Ricorriamo a quanto sintetizzato da Umberto Fiori a proposito della raccolta La miniera: Continua a leggere