Tag Archivio per: POESIA CONTEMPORANEA

Avvertimento alla mia generazione

(L’opera scelta come copertina è di Daniele Rosselli.
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Questo minaccioso Avvertimento era apparso in apertura a Mosse per la guerra dei talenti, volume pubblicato nel 2007 che raccoglieva interventi nati dalla lettura di poesie di autori della mia generazione. Sabato e domenica scorsi ero a Rimini, coinvolto proprio in un confronto generazionale: scriverò forse qualcosa in merito, quando avrò modo di riprendere qualche pensiero e qualche appunto. Intanto, però, rilancio questo testo, perché contiene, secondo me, ancora qualche spunto utile: al festival “ParcoPoesia” ho annusato pochi poeti “fedeli alla loro nascita”. Anzi, i più, senza ovviamente saperlo, devono ancora nascere.

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La generazione entrante

Se, come ricorda l’articolo pubblicato ieri, gli autori nati negli anni Ottanta sembravano tardare, a differenza dei poeti nati negli anni Settanta, a mostrarsi all’orizzonte, la rivista Atelier si è impegnata per creare delle condizioni favorevoli, con una pubblicazione che era stata recensita sulla rivista da Elisa Vignali

La generazione entrante. Poeti nati negli Anni Ottanta, a cura di Matteo Fantuzzi, Borgomanero, Ladolfi Editore 2011

di Elisa Vignali

Ponendosi in sostanziale linea di continuità con l’iniziativa promossa da Giuliano Ladolfi nel 1999 con l’Opera comune. Antologia di poeti nati negli Anni Settanta, sempre per «Atelier», il volume La generazione entrante. Poeti nati negli anni Ottanta, a cura di Matteo Fantuzzi, a sua volta poeta ed editor, si propone di “mappare” le esperienze poetiche più sicure e riconoscibili tra gli autori che oggi abbiano vent’anni. Qualche dubbio è lecito muovere proprio sul ricorso al criterio anagrafico, osservato un po’ rigidamente, per la selezione degli autori, quando un allargamento del campo avrebbe magari attivato connessioni più proficue, consentendo di verificare l’effettiva presenza di certe linee vitali (per esempio, la vivacità della poesia neodialettale o la ricezione di determinate tradizioni, anche straniere). Senza contare che proprio in virtù di un simile approccio rimangono esclusi autori nati a cavallo tra i due decenni, ma afferenti per indole e temperamento forse più agli Anni Ottanta che al decennio precedente. Continua a leggere

Ottanta voglia di poesia

(L’opera scelta come copertina è di Eleonora Mazza.
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Era il dicembre 2010 quando scrivevo ciò che segue, cercando il confronto con la generazione successiva alla mia…

I registi moderni non sanno che sulla scena bisogna vedere il buio.
Karl Kraus Continua a leggere

Sulla mia generazione

Di una promessa mantenuta e di nuove scommesse.
Qualcosa di personale intorno alla mia generazione, in forma di congedo

In my end is my beginning

T.S. Eliot

Non so bene, mentre mi apprestavo a leggere nel marzo del ‘94 sulla rivista «Poesia» i primi versi di Fabio Simonelli, se il sentimento più forte che provai fosse la sorpresa o l’invidia. Ma non per le poesie, che non avevo ancora letto e che non avrei mica capito: per la dicitura nella nota biografica: «nato […] nel 1970». Quella data, potenza dei numeri, segnava il primo, ufficiale contatto con la mia generazione, con il suo lavoro poetico. Era una promessa. Continua a leggere

Sommersi, non salvabili

Davide Brullo mi manda questo testo, per inserirsi nei ragionamenti sul tema generazionale che sto approntando, in vista di domenica. Sa bene che concordo per filo e per segno, in particolare per quella impossibilità di riconoscere i libri importanti che pur ci sono, persi come diamanti nel cuore duro della montagna della nostra epoca. Io, in questi giorni, mi sto fissando su un’immagine, che deve ancora accadere: la parata di un gruppo di atleti profughi, alle prossime Olimpiadi. Ecco, l’opera comune sta diventando qualcosa del genere. Scrittori che restano legati alla loro lingua, alla loro tradizione, ma che ormai devono abbandonarla, perché in essa non hanno più cittadinanza. Scrittori che portano il loro talento dentro un nuovo alveo: il sogno di una letteratura mondiale, che non sia una paccottiglia insensata, ma un grandioso concerto di differenze, una festa di innesti, un’amorosa competizione nel superarsi in disciplina e potenza di visione. Continua a leggere

La generazione invisibile

(L’opera scelta come copertina è di Stefano Sbrulli.
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Pare inevitabile, per un discorso sulla poesia italiana degli ultimi decenni, affidarsi almeno inizialmente a qualche logora ma certa impalcatura sociologica, come per esorcizzare un grande e indefinibile mostro la cui vera natura ci sfugge. Con diffidenza lillipuziana proviamo dunque a parlare di Poesia, nella sua enigmatica unità, con l’aggravante della prossimità temporale, ovvero di un’inevitabile distorsione ottica che muta le esatte proporzioni del nostro oggetto d’interesse.

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Yves Bonnefoy

Sono morti in questi giorni due giganti della poesia del nostro tempo: Geoffrey Hill, poeta britannico classe 1932, ci ha lasciati il 30 giugno; il 1 luglio invece è toccato a Yves Bonnefoy (nato nel 1923), che possiamo considerare, per intenderci, il Mario Luzi francese (i due tra l’altro erano amici e non mancano grandi analogie nel loro percorso poetico).

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Oggi si legge ancora poesia?

È la domanda che ci eravamo posti all’inizio dell’avventura di Atelier (qui di seguito, ecco il saggio di Giuliano Ladolfi che tentava una risposta), ma che ha senso ripetersi ancora oggi.

Oggi si legge ancora poesia?
di Giuliano Ladolfi

Agli inizi degli Anni Sessanta in Italia si sviluppò un interessante dibattito sulla funzione della poesia nella civiltà industriale. Questa iniziativa ebbe il merito di spingere gli studiosi a riflettere sulla funzione di quest’arte all’interno di una società che rapidamente stava cambiando volto. Continua a leggere

Dal ronzio della vita, al canto

(L’opera scelta come copertina è di Tobia Anzanello.
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Seguire la poesia contemporanea è pratica nobile e raffinata, ma inseguirla nei tracciati sorgivi degli autori più giovani, nel circuito sommerso della piccola editoria, è gesto da innamorati: e speriamo che siano legione. Leggere poesia fino a rintracciarne gli zampilli primi e nascosti è infatti compiere un rito che chiama in causa qualcosa di autentico che fermenta in noi e cerca corrispondenza, condivisione, sacrificio. Continua a leggere

Paul Celan

Se mi si chiedesse, a bruciapelo, di segnalare un paio di titoli di poesia davvero importanti usciti in Italia negli ultimi 5 anni, credo che risponderei: nessuno. Ricordo diversi buoni libri, certo, ma nessuno che lasci il segno, nessuno che apra una prospettiva nuova quantomeno per l’autore stesso.

Se mi sono perso qualcosa, rimedierò quanto prima. Intanto, in assenza di segnali di creatività poetica, rallegriamoci per la prontezza di Dario Borso nel tradurre La sabbia delle urne di Paul Celan, in assoluto uno dei più grandi poeti del Novecento. Continua a leggere