Tag Archivio per: TEORIE DELLA DIDATTICA

La strana alleanza

La narrazione della vita della scuola, in questi decenni, presenta per lo più i genitori e gli insegnanti in una condizione di antagonismo.

Tuttavia, si danno anche strane formule di alleanza fra questi due soggetti, un’alleanza che diventa spesso tanto salda e strategica quanto deprecabile. (“Deprecabile? Ma come, per una volta che genitori e docenti vanno d’accordo…” – E invece sì, trattasi di alleanza deprecabile). Continua a leggere

Salesiani in salsa laica

Datemi una chitarra, un pallone e un libro e vi mostrerò che cos’è un salesiano.

Il libro, ovviamente, è anzitutto il vangelo, ma anche il libro di scuola. Il sistema preventivo di don bosco, come è noto, si è infatti specializzato in ambito pedagogico.

Oggi probabilmente accanto alla chitarra, al pallone e al libro dovrebbe comparire anche un mouse, perché i nuovi ambienti in cui è necessario intercettare i giovani sono le piazze virtuali del web e i salesiani sono tra i primi ad averlo capito e ad aver accolto la sfida. Continua a leggere

Educare o inculcare?

Malgrado tutto, il docente mantiene pur sempre un ruolo di potere, se non altro quando chiude la porta ed entra nella sua trincea quotidiana. Continua a leggere

E se abolissimo i compiti a casa?

Ho sempre avuto un rapporto complicato con i compiti. Da ragazzo li percepivo, ovviamente, come una sorta di castigo e comunque una barriera tra me e il pallone, che mi aspettava fedele in cortile. Ricordo pochissimi lavori assegnati che mi avessero effettivamente coinvolto e appassionato; tra questi, una ricerca di geografia, ma si trattava di un compito facoltativo. Però avevo sfogliato i fogli protocollo, infilati l’uno nell’altro a mo’ di libro, della ricerca di un ragazzo più grande, con la bella copertina in cui campeggiava il disegno (rigorosamente ricalcato e colorato con i pastelli) della “Russia”, anzi, dell’URSS, e decisi che anch’io avrei realizzato la mia ricerca. Continua a leggere

Decalogo per la scuola

Dunque, in questi mesi ho scritto un piccolo decalogo di principi necessari per ripensare la scuola. Non ho annotato, mi sembra, nulla di eccezionale, ma il quadro d’insieme, come primo abbozzo per un pensiero complessivo, si è composto.

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Scuola: principi del cambiamento (10)

La scuola italiana vanta una ricca tradizione di metodologie didattiche. Tuttavia, tale affermazione andrebbe corretta, perché, con il procedere degli ordini scolastici, la rigidità aumenta. Per varie ragioni, la scuola primaria in Italia è stata sempre una fucina di sperimentazioni. Con gli anni, anche la scuola “media” si è attrezzata, per fronteggiare i mutamenti sociali più pressanti (pensiamo alla tecnologia, ma anche, semplicemente, alla diversificazione della popolazione). Al liceo, però, le singole discipline impongono una prassi conservativa, in nome della loro alta specificità. Continua a leggere

Scuola: principi del cambiamento (9)

Quest’anno nella mia scuola siamo passati alle aule per materia. Dopo un paio di “moduli”, gli studenti devono dunque spostarsi.

Non è certamente la posizione dei banchi (da noi a isola, per un apprendimento collaborativo e non competitivo) o la creazione di aule diversificate a garantire un’efficace acquisizione di sapere e di competenze, ma anche questi piccoli aspetti possono aiutare. Gli effetti sono benefici: si ha qualche momento per “desaturare” e ci si mette attivamente in cammino verso una nuova conquista di esperienze, dove l’ambiente avrà caratteristiche funzionali alla materia e alla situazione di apprendimento.

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Scuola: principi del cambiamento (8)

Portare la tecnologia a scuola non è nemmeno una scelta. È un dovere.

La tecnologia è inevitabile, permea ogni nostra attività: le conoscenze digitali sono ormai indispensabili per l’inclusione nella vita sociale di oggi e lo saranno sempre di più, in particolare in ambito economico e lavorativo. La capacità di utilizzo delle tecnologie è già e diventerà sempre più una discriminante sociale. Continua a leggere

Scuola: principi del cambiamento (7)

Quando propongo ai colleghi la visione di una didattica veramente interdisciplinare, sia a livello “orizzontale” (per anno e classe) sia a livello verticale (nel percorso di studi), che sappia cioè prevedere le congiunzioni fra le materie, per evitare ripetizioni inutili e dissociate o viceversa per sottolineare le riprese consapevoli e concordi, vengo inevitabilmente preso per un maniaco dell’efficientismo. Continua a leggere

Scuola: principi del cambiamento (6)

Il fulcro della situazione di apprendimento che si crea a scuola è la relazione. Anzi, si dovrebbe parlare di una serie molteplice di relazioni: quelle tra l’alunno e l’idea che egli ha di sé, tra l’alunno e i genitori, tra l’alunno e i compagni, tra il docente e l’alunno, tra il docente e i colleghi, tra il docente e la società, tra il docente e i genitori dell’alunno, tra il docente e gli strumenti dell’apprendimento, tra l’alunno e i vari supporti utilizzati… Ognuno completi da sé la lista. Continua a leggere