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La mia scuola

Liceo dell’Innovazione e Liceo del Gusto

Sto per uscire di casa e tornare a scuola: oggi c’è l’Open Day. Avrò il piacere di presentare a tutti gli interessati due straordinarie novità: il Liceo del Gusto e il Liceo dell’Innovazione.

Se volete scoprire di che cosa si tratta, seguite le diapositive qui sotto.

Oggetto: diapositive che presentano il Liceo del Gusto e il Liceo dell’Innovazione (Open Day il 19 novembre, il 3 dicembre e il 28 gennaio, ma è possibile conoscere la scuola prenotando sul sito una visita personalizzata)

Destinatari: alunni della classe terza della Secondaria di Primo Grado e rispettivi genitori, per l’orientamento scolastico

Aggiornamento: 19 novembre 2016

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La scala dei voti

Il mio primo voto

Ho vivido ricordo (avete presente quei momenti, del tutto separati dal resto, che si incidono nella memoria come scene determinanti della storia?) della prima volta che presi un voto a scuola. In verità, come per tutte le prime volte, non me ne resi nemmeno conto, quando accadde. Continua a leggere

Platini e Maradona, storici numeri 10

Il dramma del 10

In certe prove, quelle meno strutturate o propriamente aperte, per giungere al 10 non basta essere corretti, esaustivi, precisi. Occorre anche essere brillanti, possedere uno stile personale, mostrare di aver inserito le conoscenze acquisite entro un sistema ampio di riferimenti, ovviamente non “scolastici”, ma originali e sensati: insomma, occorre dimostrare di avere, suppergiù, la stessa (o analoga o, ancor meglio, superiore) competenza dell’insegnante. Continua a leggere

da Zoff a Pelè, dall'1 al 10

La scala (sgangherata) dei voti

Sta tornando in auge l’idea del giudizio, al posto del voto. Mi sembra una buona occasione per riflettere sul nostro sistema di valutazione. Gli studenti hanno bisogno del riscontro valutativo. Hanno bisogno di conoscere il valore delle loro prove. Ma, ovviamente, spesso confondono la valutazione di un compito con una valutazione complessiva sulla persona.

Così, spesso leggono l’insufficienza come un fallimento esistenziale. Talvolta, questa percezione distorta (di cui sono responsabili anche gli insegnanti, molte volte) diventa per loro de-responsabilizzante, perché fa rientrare dalla finestra un certo fatalismo: “Non è colpa mia se sono fatto così”. Continua a leggere

Aula di musica

Insegnare: dalla teoria alla pratica

Non sono un teorico e non ho mai sopportato, nelle svariate occasioni di aggiornamento a cui mi sono sottoposto, le lezioni frontali degli esperti che mi spiegavano come occorresse superare la lezione frontale nella scuola del nostro tempo. Per questo motivo aggiungo, alla presentazione di ieri, qualche postilla dettata dall’urgenza di riportare subito nella pratica le considerazioni intorno alle dodici strategie didattiche proposte.

Oggetto: diapositive che riprendono il discorso delle slide precedenti e suggeriscono un piano d’azione per la scuola.

Destinatari: docenti della scuola secondaria, di Primo e Secondo Grado.

Osservazioni: le diapositive di questa presentazione contengono troppo testo, ma sono state concepite piuttosto rapidamente per un momento di formazione.

Aggiornamento: settembre 2016

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Studente alla lavagna

Ma quale scuola?

Oggi ricomincia la scuola. La buona scuola – almeno nelle intenzioni. Eppure si dice che, in un mondo in frenetica evoluzione, ci siano due categorie di persone impermeabili al cambiamento. La prima è quella dei professori. Peggio di loro sarebbe solo l’altra categoria, quella dei preti. E se invece quest’anno si smentissero questi pregiudizi? Se si cambiasse davvero?

Oggetto: diapositive animate per la presentazione di dodici strategie didattiche per l’apprendimento.

Destinatari: docenti della scuola secondaria, di Primo e Secondo Grado.

Osservazioni: il discorso all’interno di questa presentazione è ovviamente semplificato. Esistono svariate altre strategie che qui non sono state prese in considerazione e, soprattutto, sarebbero necessarie molte altre precisazioni. Mi ripropongo di recuperarne qualcuna in qualche altra occasione, quando cercherò di rendermi utile per l’aspetto che più mi sta a cuore: passare dalla teoria alla pratica. [QUI pubblico subito delle integrazioni]

Aggiornamento: settembre 2016

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Nizza, la Turchia e i programmi scolastici

Alcuni miei studenti erano a Nizza e hanno assistito agli eventi

Ogni tanto qualcuno storce il naso quando racconto che, come insegnante di storia, per me è fondamentale parlare dell’attualità e concludere il ciclo scolastico della scuola media studiando in modo approfondito i nostri decenni. Qualche volta, addirittura, provoco il mio interlocutore affermando che non è così importante nemmeno mantenere il percorso cronologico, per insegnare la storia, e che non ha senso perdere troppo tempo, tanto per proporre un esempio, sull’epoca giolittiana, quando non si analizzano con attenzione i processi entro cui siamo immersi. Credo fermamente che come insegnante sia mio dovere fornire un orientamento ai miei studenti. So già che il mio interlocutore, a quel punto, sosterrà che parlare della storia contemporanea è pericoloso, anche perché è impossibile offrire un punto di vista impersonale, politicamente imparziale, sui fatti contemporanei. Come se raccontare secoli di “civilizzazione” del mondo da parte dell’Occidente fosse un discorso neutro… Continua a leggere