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Scuola: principi del cambiamento (10)

La scuola italiana vanta una ricca tradizione di metodologie didattiche. Tuttavia, tale affermazione andrebbe corretta, perché, con il procedere degli ordini scolastici, la rigidità aumenta. Per varie ragioni, la scuola primaria in Italia è stata sempre una fucina di sperimentazioni. Con gli anni, anche la scuola “media” si è attrezzata, per fronteggiare i mutamenti sociali più pressanti (pensiamo alla tecnologia, ma anche, semplicemente, alla diversificazione della popolazione). Al liceo, però, le singole discipline impongono una prassi conservativa, in nome della loro alta specificità. Continua a leggere

Public School 192 in Manhattan

Scuola: principi del cambiamento (9)

Quest’anno nella mia scuola siamo passati alle aule per materia. Dopo un paio di “moduli”, gli studenti devono dunque spostarsi.

Non è certamente la posizione dei banchi (da noi a isola, per un apprendimento collaborativo e non competitivo) o la creazione di aule diversificate a garantire un’efficace acquisizione di sapere e di competenze, ma anche questi piccoli aspetti possono aiutare. Gli effetti sono benefici: si ha qualche momento per “desaturare” e ci si mette attivamente in cammino verso una nuova conquista di esperienze, dove l’ambiente avrà caratteristiche funzionali alla materia e alla situazione di apprendimento.

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Scuola: principi del cambiamento (8)

Portare la tecnologia a scuola non è nemmeno una scelta. È un dovere.

La tecnologia è inevitabile, permea ogni nostra attività: le conoscenze digitali sono ormai indispensabili per l’inclusione nella vita sociale di oggi e lo saranno sempre di più, in particolare in ambito economico e lavorativo. La capacità di utilizzo delle tecnologie è già e diventerà sempre più una discriminante sociale. Continua a leggere

Disordine creativo

Scuola: principi del cambiamento (7)

Quando propongo ai colleghi la visione di una didattica veramente interdisciplinare, sia a livello “orizzontale” (per anno e classe) sia a livello verticale (nel percorso di studi), che sappia cioè prevedere le congiunzioni fra le materie, per evitare ripetizioni inutili e dissociate o viceversa per sottolineare le riprese consapevoli e concordi, vengo inevitabilmente preso per un maniaco dell’efficientismo. Continua a leggere

Divertirsi in aula

Scuola: principi del cambiamento (6)

Il fulcro della situazione di apprendimento che si crea a scuola è la relazione. Anzi, si dovrebbe parlare di una serie molteplice di relazioni: quelle tra l’alunno e l’idea che egli ha di sé, tra l’alunno e i genitori, tra l’alunno e i compagni, tra il docente e l’alunno, tra il docente e i colleghi, tra il docente e la società, tra il docente e i genitori dell’alunno, tra il docente e gli strumenti dell’apprendimento, tra l’alunno e i vari supporti utilizzati… Ognuno completi da sé la lista. Continua a leggere

Genitori fuori della scuola

Scuola: principi del cambiamento (5)

Tasto dolente da tutti i punti di vista, il rapporto fra genitori e docenti. I primi comprendono sempre meno i modi e le scelte (quasi sempre conservative) con cui a scuola si cerca di inculcare il sapere nei figli, i secondi si sentono sovrastati dalle aspettative, educative oltreché didattiche, che una famiglia spesso “debole” riversa su di loro, giustificando, il più delle volte, le mancanze dei loro pargoli. Continua a leggere

Sulla sdraio

Scuola: principi del cambiamento (4)

Ancora oggi la maggior parte degli alunni arriva a scuola per sdraiarsi sui banchi, come su un lettino o una sdraio, e apprendere per assorbimento, come spugne, come se la cultura fosse qualcosa di analogo all’abbronzatura. Ma non basta l’esposizione alle parole del docente – anche belle, anche convincenti – , magari per cinque-sei interminabili ore, occorre un movimento da parte dell’alunno. Continua a leggere

La maglia juventina n.10, indossata da Tevez

Scuola: principi del cambiamento (3)

Uno dei capisaldi della nostra scuola sono i voti. E hai voglia di spiegare ad alunni e genitori che valutare non è misurare: i numeri non lasciano troppi margini di interpretazione. Se prendi 7 e ½ significa che quello è il tuo valore. Se il tuo compagno ha preso 9, vuol dire che è migliore di te. Continua a leggere

Cassettiera

Scuola: principi del cambiamento (2)

Se il primo principio è la libertà, vuol dire che non si potrà forzare il collega che non ha voglia di mettersi in gioco, nemmeno quando gli si prospetta la collaborazione come un favore.

Eppure la tanto sbandierata libertà d’insegnamento è una chimera. Nemmeno il voto sommativo che l’insegnante annota sulla scheda gli appartiene: lo propone secondo la sua logica, ma sarà il Consiglio di Classe ad approvarlo – e potrebbe anche decidere diversamente. Continua a leggere

Professori a Hogwarts

Scuola: principi del cambiamento (1)

Se in Italia esistesse davvero una forma di meritocrazia, e se gli istituti scolastici avessero fondi e una reale autonomia, ci potremmo immaginare una schiera di docenti qualificati e ambiti da tutti, pronti ad accettare le proposte professionali più allettanti. Continua a leggere