C’è un’immagine molto antica di cui sento il bisogno di riappropriarmi, quando penso al ruolo di un docente rispetto ai suoi alunni. Si tratta dell’immagine del buon pastore.
Lo scopo non è denigrante (alunni = pecore), come l’uso dell’immagine nel senso comune odierno potrebbe lasciar intendere. Anzi, l’intenzione è nobilitante. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2019/04/Il-buon-pastore.jpg492800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2019-04-22 07:00:222019-04-14 14:35:53Pascolare la classe
Qualche giorno fa una studentessa intelligente (ce ne sono ancora, sì, e più di quel che si crede) alla fine della lezione è venuta a esprimere il suo rammarico perché l’ora si era svolta sostanzialmente senza affrontare direttamente i testi dell’autore in questione. Avevo scelto solo alcune citazioni dalle opere, le avevo ritagliate in bigliettini e distribuite a caso agli alunni, che dovevano leggersele e scambiarsele liberamente, per avviare in seguito una discussione. Avrei voluto spiegarle le diverse ragioni alla base delle mie scelte; mi sono limitato a rassicurarla. Fosse per me, la letteratura si insegnerebbe così, semplicemente leggendo e commentando i testi. Continua a leggere
Il riposo è un tempo prezioso nella vita di ognuno. Lo inquiniamo spesso con uno svago coatto, lo avveleniamo con intrattenimenti indotti o con altri impegni-impedimenti accumulati durante le settimane di lavoro. Lo rendiamo inerte, privo di arte. E invece l’ozio sarebbe il tempo da dedicare a ciò che si ama. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/04/Vacanza-relax.jpg488800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-04-02 07:00:452024-06-19 23:08:49Difesa della vacanza
La prima, ovviamente, è per me ed è la più importante, perché mi accingo a sentenziare laddove avrei soltanto da mettermi, zitto, a imparare. Nessuno può permettersi di camminare senza farsi mille scrupoli sul confine tra la sacrosanta vergogna e l’umiliazione.
Ma la seconda è per gli insegnanti, che mancano di personalità e non sanno tenere la classe, che danno il cattivo esempio arrivando in ritardo e impreparati alle lezioni, che trattano l’aula come un palco per sublimare la frustrazione, dal momento che altrove, invece, nessuno darebbe loro ascolto (per fortuna). E che talvolta durante i consigli di classe correggono le loro verifiche, e poi si giustificano (“Ma io stavo ascoltando”) esattamente come i loro peggiori allievi. Continua a leggere
Sia detto subito: dalla normalità siamo guariti tutti quanti per tempo. Siamo tutti unici ed eccezionali, nessun paradigma standard giustifica una vita.
Ciò però non deve tramutarsi in una forma di individualismo, in ambito educativo. Quando per esempio accade qualcosa, magari uno screzio, una difficoltà di rapporto, l’insegnante-educatore (in verità, dovrebbe valere anche per il genitore) in quel contesto si interessa di tutte le persone coinvolte, pur riconoscendo la specificità di ciascuna.
L’attenzione spesso esasperata delle famiglie, invece, finisce per imporre un eccesso di azione. La percezione di un ideale confine della normalità, inteso come vigile buon senso intorno alle situazioni educative, si sta pericolosamente, vertiginosamente abbassando. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/02/Profilo.jpg802800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-02-19 07:00:302024-06-19 22:46:54Il confine della normalità
Miei adorati, fidatevi di me: non leggete. Non sprecate tempo. Non cercate di vivere più vite, prendete possesso dell’unica che avete: la vostra.
E vivetela stando nell’unico tempo che esiste: il presente. Carpe diem: ogni occasione lasciata è persa. Mica penserete davvero, del resto, di poter espandere il vostro tempo. Fate surf sui vostri piaceri. Attardarvi nei regni dell’oltremondo con Dante, sugli oceani con Conrad, o specchiarvi con Capote negli occhi di un assassino non vi servirà a nulla. Tanto, qualora vi trovaste malauguratamente davanti a un demonio, con buona pace di Dante vi caghereste addosso senza profferir verbo. E su una nave in tempesta non trovereste un trinchetto terzarolato manco se vi ci impiccassero. E nello sguardo di un assassino non c’è mai nulla da vedere, se non la vostra paura. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/01/scemo-chi-legge.jpg559800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-01-18 07:00:152018-01-19 08:22:10La beatitudine dei non lettori
Pensate, per intenderci, a quanto è cambiato il ruolo di un allenatore, in questi decenni. Una volta un allenatore… allenava. Adesso è uno che coordina i vari preparatori atletici, che sceglie la dieta della squadra, che si siede accanto ai manager della società per definire con loro il progetto complessivo, che studia i dati statistici e fisici dei giocatori, che avanza richieste di mercato, che gestisce la pressione dei media, che cura la psicologia del gruppo, che interviene sui social, che determina imponenti movimenti economici… Poi, sì, certo, manda i giocatori in campo, decide la tattica, interviene sulla partita – ma sui fondamentali ha poco da inventarsi: i giocatori se li trova già pronti, al più affina alcune loro qualità, ha qualche intuizione determinante sul loro ruolo, e così via.
Qualcosa di analogo si può dire a proposito del docente della scuola secondaria. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2017/12/Allenare-i-genitori.jpg533800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2017-12-12 07:00:262024-06-19 21:30:00Allenare i genitori a scuola
Ogni tanto provoco i miei studenti dichiarando loro che l’italiano non è una materia fra le altre, ma una super-materia, anzi il fondamento ditutte le materie. Dietro questa provocazione si nasconde però un pensiero consapevole su questa “disciplina” e sulle finalità implicite nel suo insegnamento. Continua a leggere
(L’opera scelta come copertina è di Anneli Di Francis.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)
Uno dei principali ostacoli che l’esperienza scolastica si trova ad affrontare è la noia. La noia è l’incubo di studenti, docenti e genitori. I primi entrano a scuola spesso già annoiati: l’elenco delle materie e degli argomenti da affrontare invece di eccitarli li atterrisce. I secondi si sentono incalzati dai terzi affinché svolgano lezioni accattivanti, possibilmente entusiasmanti, in modo da abbattere il senso di fatica: perché apprendere dovrebbe essere un gioco. E invece lo era forse nella scuola dell’infanzia e in parte nella scuola primaria, ma via via che il percorso scolastico si compie, il prodotto finale è sotto l’occhio di tutti: giovani perlopiù spenti, demotivati, senza opinioni. Annoiati. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2017/11/Boredom.jpg548800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2017-11-06 07:00:232017-11-05 13:46:30La noia e l’interesse
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