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Il paradiso dei poeti

Di questi tempi sento la pressione di tanti “amici”, colleghi, studenti e conoscenti vari, così impegnati a gufare ogni volta che le imprese calcistiche della Juve suggeriscono nei discorsi la parola triplete: una parola che viene appositamente ricordata per aumentare la pressione, per diventare un’ossessione. Non sanno che, da parte mia, ho già esorcizzato il tema…

Di come potrebbe essere il paradiso dei poeti, stando all’idillio dell’ultimo giorno di convegno; e dell’incredibile scoperta che farà Max Continua a leggere

Nomen omen

Si fermò un istante a una tavolata di giovani scrittori, che probabilmente erano tutti grandi autori in incognito. Non conosceva nessuno, ma il dialogo gli sembrava interessante e vivace: Continua a leggere

Di una fantomatica scuola di scrittura creativa

Anche questo brano è stato espunto, a suo tempo, dal mio romanzo, ma ogni volta che frugo nel cassetto mi importuna, perciò via, sciò, occorre farlo fuori…

Non volendo terminare la conversazione su una nota così amara, Max le chiese qualche dettaglio maggiore sul corso. Lo fece solo per cortesia. Come volesse punirlo, mentre lei lo aggiornava, il suo cervello cominciò a fargli ronzare nella testa una sorta di traduzione simultanea, piuttosto libera, delle dichiarazioni di intenti di tale Emilio Buarotti:

«Anzitutto», esordì Mariella, «è partito da alcune premesse: a che cosa serve un corso di scrittura e come si diventa scrittori…» Continua a leggere

L’incantesimo (cretino) delle classifiche

Le classifiche, si sa, sanno ammaliare, sebbene siano veicoli di veleni pestiferi per la letteratura. E, per quanto le recensioni oggi contino quel che contino, cioè praticamente nulla (meglio un passaparola su facebook che un trafiletto di Citati), non va sottovalutato il danno che le letture di servizio (ovvero per lo più veri e propri servizietti tra amici) o quelle prive di intelligenza (perché ricalcano la cartella stampa che accompagna il libro) procurano sui lettori.

Son cose, queste, arcinote, me ne rendo conto. Ma vi invito a rileggere questo articolo, tra i vari sull’argomento. Ogni tanto, ne converrete, è bene ripetersi un po’ di ovvietà controcorrente, giusto per non rischiare, per pigrizia, di anestetizzare il pensiero critico.

A proposito, su Amazon persino io sono stato degno di ricevere una recensione e, con buona pace di Citati, che non mi citerà mai, ho beccato pure cinque stelle, per il mio esordio narrativo. Ecco il testo:

Non è il solito romanzo sulla scuola italiana

Bellissimo romanzo ambientato in un liceo italiano. Storie d’amore e d’amicizia, riflessioni serie e semiserie sulla poesia, ironia e alta filosofia tutto raccontato con uno stile impeccabile, quasi d’altri tempi. Lo può apprezzare il professore e lo studente o chi ama ricordare di esserlo stato. Da non perdere!

Giuro che non l’ho scritto io. Ma son sincero: non ho avuto il coraggio di appurare se ci sia o meno lo zampino dell’editore…

 

Il raccolto di una vita intera

Anniversario (del mio romanzo)

Uh, me ne stavo sinceramente dimenticando, e infatti sono in ritardo di qualche giorno, ma è da un anno che Tutte le voci di questo aldilà sta viaggiando nel mondo. Cammina come un monaco, stando praticamente fermo, in un mondo vorticoso che ha ben altro a cui pensare. Ma non c’è fretta. Non c’è fretta.

Comunque, la ricorrenza è propizia per rileggere l’epilogo. La versione che ripropongo qui sotto contiene la variante di Geiger. Continua a leggere

Insegnare poesia

«Su che cosa ti stavi preparando?», le chiese Max.

«Ripassavo un po’ di metrica e di figure retoriche. Devo iniziare il discorso sulla poesia al biennio.»

«Perché non parti dalla canzone?»

«Dalla canzone? Ma la poesia non è la canzone.» Continua a leggere

Il prof al lavoro domestico

Il languore del buon professore

Questo brano, tratto dal mio romanzo, ha un po’ a che fare con questo. Ci ho messo sicuramente del mio, ma ho ben presente alcuni critici contemporanei che potrebbero riconoscersi, nel mio personaggio.

Di come Max, partecipando alla presentazione di due libri di poesia, contatti anche Gesualdo Frontini, critico accademico e scribacchino, celebre in particolare fra gli aspiranti scrittori Continua a leggere

La pienezza del vuoto

La pienezza del vuoto nel mio romanzo

In questi mesi, a quasi un anno dall’uscita di Tutte le voci di questo aldilà, una delle domande più frequenti che mi hanno posto diversi lettori riguarda il personaggio di Davide Scardanelli: “Perché nel romanzo non compaiono i suoi versi sublimi?” Se ho ben decifrato il messaggio che mi manda lo stesso Davide (ma non sono un esperto di tiptologia), la risposta dovrebbe essere più o meno questa: Continua a leggere

Logo delle pastiglie Wybert

La variante di Geiger

Avevo promesso di raccontare alcuni aneddoti intorno ai premi letterari e ogni promessa è un debito. Sono finiti in questo testo.

Abbandono difilato la classe al liceo nel giorno in cui tutti si capacitano del fatto che Bob Dylan ha davvero vinto il Nobel per la letteratura. Altri torna invece a chiedersi se Dario Fo, uscito di scena per l’occasione, si fosse poi meritato il suo. Chissà se ce la farò ad aggregarmi in tempo alla cerimonia del Premio Geiger. Ma chi me lo fa fare, con questa pioggia, dopo una settimana di impegni persino serali. Come se non bastasse, allerta meteo in Liguria, mi hanno detto. Ma non esito, così avevo deciso prima del responso e così sarà, in omaggio ai premiati. Fatto sta che Dylan ha vinto il Nobel. Chi l’avrebbe detto. Continua a leggere