Durs Grünbein (di Riccardo Ielmini)

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
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Durs Grünbein, A metà partita

di Riccardo Ielmini

Di Durs Grünbein (nato a Dresda nel 1962) è stata pubblicata un’ampia antologia, a cura di Anna Maria Carpi, per le edizioni Einaudi. A metà partita raccoglie il meglio della sua produzione fra la raccolta d’esordio, Zona Grigia, mattina (Grauzone morgens, 1988) e l’ultima, Dopo le satire (Nach den Satiren, 1999), offrendo al lettore italiano una scelta corposa per il numero dei testi presenti e tale da confermare la considerazione che l’autore ha riscosso in patria ed oltre, sì da porlo come una delle voci più valide della produzione europea contemporanea. Continua a leggere

Maurizio Cucchi

(La fotografia in copertina è di Dino Ignani.
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L’icona del padre. Sulla poesia di Maurizio Cucchi

Il Novecento, si va dicendo, è un secolo di grandi libri primi, ma forse si potrebbe potenziare il valore di una simile battuta, che rischia di cadere nel generico, adottandola per la seconda parte del secolo, almeno nella sua utilità di punto di partenza per un’analisi più accurata. Se poi una ragione, o più ragioni, possano sottostare a una simile constatazione, non è qui il caso di verificare; certo è che in un possibile elenco di autori da addurre a prova per il loro perentorio esordio poetico non mancherà Cucchi, che nel 1976, con Il disperso («un vero romanzo milanese», a detta di Raboni), veniva accreditato come prosecutore della linea lombarda, in particolare per quanto riguarda il suo versante espressionistico. Continua a leggere

Perché e quando divenni juventino (fino alla fine)

Mi dissi:
Buffalo! – e il nome agì
E. Montale

Ricordo vividamente l’istante preciso in cui divenni juventino.

Era l’estate mundial del 1982 e io, educato da mio padre al tifo per la nazionale, l’unico che fosse pulito (“Se i tuoi amici ti chiedono di quale squadra sei, tu rispondi: «L’Italia!»”, mi ripeteva), tiravo il pallone contro la rampa di scale che portava all’ingresso del mio appartamento. La casa della mia infanzia è infatti leggermente sopraelevata perché doveva, secondo le norme di quella zona semi-industriale, crescere su un “laboratorio”, ovvero la “cantina” dove effettivamente mio padre portava avanti un po’ di lavoro domestico: minuteria legata alla produzione di rubinetti, che si portava direttamente dalla fabbrica, per arrotondare lo stipendio da operaio con l’aiuto dei genitori. Continua a leggere

Elogio del piccolo editore

C’è bisogno come il pane di piccoli editori che pensino in grande. Un editore che si presenti potente della sua povertà artigianale, che non pubblichi collane ma collezioni, timbrate con la grafia viva degli autori. Editori convinti che la storia si possa cambiare anche con cinquecento copie. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Mario Baudino

Il sentimento che prevale, compiuta la lettura di Colloqui con un vecchio nemico, è quello del tradimento. Dopo il testo introduttivo dal titolo Lettera, così sapientemente orchestrato nel verso libero, capace a ogni a capo di creare sensi e attese che si smentiscono o arricchiscono a ogni passaggio, in virtù non solo dell’accrescimento delle informazioni che ci vengono offerte, ma anche di enjambements che prolungano il pathos del colloquio («inutilmente / desueta», «schegge di vera / felicità»), ci si aspetterebbe una serie di componimenti su quella stessa lunghezza d’onda, impostata su una “leggera gravità” nel tono confidenziale e teso, raccolto all’ombra di uno sguardo indefinito ma incombente (realmente attivo nella formazione del discorso) cui ci si rivolge (il vecchio nemico che dà nome alla raccolta, emblema insieme dell’altro più distante e sublime, della morte, e degli affetti più prossimi e sfuggenti), e invece ci si immerge in un’irritante sequenza di ironie e di giochi formali che tradiscono, appunto, quel patto di sincerità che, dentro la finzione del rapporto letterario, si stabiliva con il testo d’esordio. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Alessandro Ceni

Per quanto la bibliografia di Ceni sia relativamente nutrita, il suo percorso poetico si riassume in tre opere: I fiumi, La natura delle cose e Mattoni per l’altare del fuoco, nelle quali si riaccorgano le plaquettes che scandivano le sue uscite. Tuttavia, per questo poeta complessivamente parco, non certo incline al presenzialismo, non vanno dimenticate due importanti antologie, che suggeriscono altresì la misura di un’attenzione che lo accompagna da anni, se non attraverso un consenso critico generale, attraverso la lettura attenta e appassionata da parte di molti autori sodali: si tratta dei libri Il pieno e il vuoto e Tra il vento e l’acqua. In quest’ultimo, testi già noti si mescolano, in un percorso originale, ad appunti teorici e a quattro inediti. Continua a leggere

La disciplina è una forma d’amore

Capita spesso, a scuola, di dover intervenire per alcuni episodi disciplinari. Talvolta occorre anche procedere con una segnalazione alla famiglia, anche solo per motivi formali (meglio tutelarsi almeno un poco). Del resto si ha a che fare con ragazzi che devono appunto sviluppare le loro competenze relazionali e costruirsi il carattere: è inevitabile che si generino attriti, equivoci, tensioni con i compagni. Ma il quadro è sufficientemente chiaro a tutti, con le difficoltà (vedi: social network) che la nostra vita quotidiana aggiunge di suo. Continua a leggere

Poeti contemporanei: Annelisa Alleva

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Anche nei versi di Annelisa Alleva spesso affiora il tema familiare, che anzi è dato come presupposto, come sfondo della sua pronuncia poetica, riflessiva e colloquiale. Questi versi, ad esempio, provengono dalla raccolta Aria di cerimonia: «Solo quando ti stiro le camicie / rendo conto della tua vita passata. / Leggo etichette sconosciute, / indirizzi di negozi, di città straniere. […] / E intanto immagino il busto asciutto / di te ragazzo, lasciato alle intemperie»; ma si leggano anche, nello stesso libro, i versi della poesia che reca la dedica «a R.»: Continua a leggere

Darsi al teatro (con Franco Acquaviva)

In questi giorni sto preparando, con Franco Acquaviva, un piccolo evento teatrale: si tratta di questo. Ed è un vero piacere, un divertimento, partire da interessi comuni e, nella piccola trincea della provincia, cercare di conquistare qualche metro di spazio culturale abitabile, costruttivo. Continua a leggere

Linee future della poesia italiana

Questo è un saggetto di un po’ di anni fa, ma mi pare che contenga intuizioni ancora interessanti.

Linee future della poesia italiana?

Piuttosto che cercare di tracciare delle linee per definire il panorama attuale della poesia italiana, studiando in effetti il passato, vorrei tentare un’analisi dell’ultimissima generazione di ventenni che sta ora ufficiosamente salendo alla ribalta. Si tratta, evidentemente, di un gesto arrischiato, tutto rivolto al futuro, che tuttavia motiverei con queste riflessioni: Continua a leggere