I tempi della critica. Simonetti vs Cortellessa-Zinato
Mi stavo aggiornando recentemente su una piccola polemica interna al mondo della critica e alcune affermazioni hanno sollecitato delle postille, che vi sottopongo.
Continua a leggereMi stavo aggiornando recentemente su una piccola polemica interna al mondo della critica e alcune affermazioni hanno sollecitato delle postille, che vi sottopongo.
Continua a leggereSarà l’età, saranno le avvisaglie di ciò che sta prendendo forma poeticamente in me, sarà che certi fumi e certe nebbie pare comincino a diradarsi, ma ho necessità di testimoniare, per la mia piccola parte, ciò che è stato, rispondendo così a un importante intervento di Elisa Donzelli, a cui farò esplicito riferimento in seguito, e ai quesiti da lei posti (intorno al rapporto che la “mia generazione” ha avuto con la memoria e con la storia in generale e, nello specifico, in relazione ai maestri letterari che abbiamo studiato, chiedendoci esplicitamente che cosa siamo disposti simbolicamente a uccidere di loro per crescere).
Continua a leggereSi discute spesso, e ancor più si fanno pettegolezzi, intorno alle cricche letterarie, ai giochi di scambi di favore di taluni che si considerano “amici”. Senza cadere nel moralismo, cerchiamo di puntualizzare cinque buone prassi, per difendere sia l’amicizia sia la credibilità letteraria Continua a leggere
Dunque, che cosa sono il talento e la maestria? Sono una dote che scaturisce da una costellazione di fattori. Quando tutti questi fattori sono orientati l’uno verso l’altro, quando l’oroscopo è favorevole, quando ogni variabile è di segno positivo, il salto qualitativo è garantito. Continua a leggere
Si fa presto a cogliere nel procedere apparentemente prosastico dei versi di Scenario il soffio residuale ma autentico di un canto (l’improvviso dilatarsi o restringersi dei versi, in cui comunque si riconoscono misure canoniche, e certe inattese inarcature e persino violente tmesi, mi hanno ricordato le movenze dei testi di Cristina Annino); si fa presto a percepire il rollìo di una visione nelle immagini dimesse e quotidiane che scorrono nella prima sezione, Madre di nessuno, in cui essenzialmente si racconta, in una sorta di discorrere continuo, di flusso poetico raziocinante, un mito: il mito della transizione, che la nostra epoca impone di rivivere sotto forma di paradosso. Continua a leggere
Ogni discorso sull’esperienza della scrittura, intesa come scrittura creativa, ovviamente, quindi non piegata alla mera funzionalità, alle logiche ristrette della comunicazione razionale, quindi non riducibile a tecnica, chiamerà infine in causa in concetto di talento. Con questa parola ci si riferisce all’elemento imponderabile, all’ingrediente non identificabile in modo certo che contraddistingue le opere di genio. È la sorgente ignota dell’arte stessa, per cui, se anche fosse irraggiungibile, è necessario tentare di approssimarsi sempre più, se non altro per certificare la sua esistenza. Continua a leggere
In un discorso generale sulla scrittura parrebbe inappropriato mescolare prosa e poesia: si tratterebbe non soltanto di due generi e di due forme distinte, ma di concezioni diverse della scrittura stessa, forse due modalità di pensiero contrapposte. Continua a leggere
Un giorno – erano gli anni dell’università – un mio amico di Verona mi ospitava per un fine settimana. Si avviò spontaneamente una discussione. Partita da amenità che non nominerei nemmeno se le ricordassi, finì, come capita tra giovani, per concentrarsi sui massimi sistemi dell’universo. Era una controversia razionale e filosofica (Francesco, il mio amico, studiava Giurisprudenza), ma a un certo punto, mentre tutte e due guardavano nel buio della stanza il soffitto, l’amico mi disse: “Si sente che sei un poeta”. Gli chiesi che c’entrasse ora quell’affermazione, visto che si discuteva di tutt’altro, chiamando in causa argomenti scientifici, semmai. “Tu pensi per immagini”, mi rispose. Continua a leggere
La solitudine dello scrittore è un mito romantico, oppure un dato reale e costitutivo? La scena che visualizziamo, pensando alla nascita di un’opera letteraria, è probabilmente quella di un autore isolato da tutti che si arrovella con le parole e i pensieri, combatte con la pagina bianca – anzi, con il monitor e con la tastiera, ormai. Il mondo è il nemico che assedia la stanza, oppure un flusso di vita parallelo da cui pescare quel che serve, ma evitando di aderirvi, di lasciarsi travolgere dallo stesso. Continua a leggere
Su ciò che si ignora, si dovrebbe tacere. Ma se una massima del genere vale da qualche parte, certamente non ha cittadinanza nel mondo dei social. E poi, da scrittore, su ciò che ignoro talvolta provo a scrivere. Giusto per scoprire qualcosa, per imparare. Scrivo per grattar via la mia stessa ignoranza, per scorticarmi dal cervello i luoghi comuni e i concetti consolidati. Continua a leggere
Marco Merlin
MRLMRC73D04B019R
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