Vale la pena ripetere queste considerazioni di Umberto Fiori – tra i poeti che stimo maggiormente – come un antidoto a una presunzione che ha radici intricate, che cercano nutrimento anche in terreni fertili di buone intenzioni…
Sono in molti, oggi, a temere che di qui a pochi anni, travolta e soffocata – da nuove tecnologie, da nuove forme di comunicazione, da un sistema di valori che la ignora o addirittura le si oppone, insomma da quell’orda di spettri di cui – da sempre – è popolato il futuro della modernità, la poesia scompaia. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/10/rubbish.jpg1128800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-10-10 07:00:032018-10-10 00:13:36Salvare la poesia? (di Umberto Fiori)
1. La letteratura e l’arte sono la memoria dell’umanità.
2. La memoria degli uomini, lo sappiamo, è più vasta e misteriosa della breve esperienza individuale. Comprende la memoria della specie, in cui ci sono terre d’oblio, improvvise agnizioni, terribili rimozioni, mostri dell’immaginazione, paure ancestrali, simboli occulti, archetipi. Il nuovo e l’antico si rispecchiano e si deformano. Il nuovo è l’antico. “C’è qualcosa di nuovo oggi nel sole, / anzi d’antico: io vivo altrove”, recitiamo seguendo l’aquilone di Pascoli. E già siamo in quel luogo originario di cui parla anche De Angelis: “In noi giungerà l’universo, / quel silenzio frontale dove eravamo / già stati”. Nella costellazione tracciata dalle opere, la nostra singolarità si apre al genere umano: al fondo dell’io, affermava Caproni, troviamo il noi. Per questo i classici continuano a parlarci, a scolpire la nostra identità. Sono la nostra memoria a lungo termine, da preservare con cura, mentre il presente ci consuma e le voci contemporanee combattono per scampare alle fiamme della fatuità. E la battaglia è davvero cruenta, perché si è fatta globale: le voci sono tanto molteplici e confuse che la letteratura sembra non essere più sostenibile, perché non più in grado di generare memoria. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2017/12/Muse-e-Sirene.jpg484800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-09-25 07:00:402018-09-23 11:42:48Le Muse, le Sirene e gli Angeli
Lo certifica anche Cesare Viviani. Ma ovviamente non è vero, perché la poesia non può finire. A essere finita è dunque una società, quella che lo stesso Viviani ha in parte sperimentato, e di cui patisce la nostalgia. Quella che alimentava la tradizione, che poi si è interrotta. Così oggi ci sono anche poeti di successo, libri in versi che vendono, tutto un pullulare di artisti. Ma in questo spettacolo niente si sedimenta: restano calici vuoti, incontri effimeri, promesse vane.
Io la società (elitaria, aristocratica) in cui la poesia poteva trovare un margine di significato e di prestigio non l’ho mai esperita. Ne ho percepito il vento, l’ultimo respiro. E ho provato a salvarne una cellula staminale. Non posso concedermi il privilegio della nostalgia, dunque. Sono abituato al vuoto, resto insensibile alle lusinghe dell’happy hour.
Per questo, mi fanno compagnia alcune precise riflessioni che Cesare Viviani ha raccolto nel suo libretto. Ve ne ripropongo un paio: Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/07/Poesia-finita.jpg748800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-08-01 07:00:342018-07-31 23:28:47La poesia è finita
Ma la voce, uno come fa a sentirsela? Metti che si ascolti in una registrazione, che magari compaia in un vecchio filmato del compleanno del figlio: riconosce il ciuffo dei bei tempi, ha le stesse movenze di adesso, in fondo, e nemmeno le battute sono poi tanto cambiate, ma no, protesta, quella non può essere la sua voce, quella è un birignao qualunque. Eppure sì, assicurano i parenti, sei proprio tu! Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/04/La-voce.jpg531800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-04-10 16:53:572018-04-10 16:53:57La voce, l’ascolto, lo sguardo
Spesso per rafforzare una propria opinione ci si affida alla citazione di un’auctoritas − termine che del resto deriva dalla stessa radice del verbo augeo, che significa accrescere.
Chiamare dalla propria parte, come garante, un classico o un esperto è però un’operazione che comporta in ogni caso qualche cautela.
Anzitutto, si alza il livello della discussione e si sollecita il proprio interlocutore su un piano prettamente culturale, se non addirittura erudito. Ricordate la scena di fra Fazio nei Promessi sposi? Renzo, Lucia e Agnese sono in fuga, di notte, e vengono accolti nel convento: Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/02/La-citazione-si-può-fare.jpg441800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-02-26 07:00:032018-02-26 17:15:31L’arte della citazione
. Potere
simili a questi rami
ieri scarniti e nudi ed oggi pieni
di fremiti e di linfe,
sentire
noi pur domani tra i profumi e i venti
un riaffluir di sogni, un urger folle
di voci verso un esito; e nel sole
che v’investe, riviere,
rifiorire!
Ben oltre ogni possibile disquisizione letteraria, l’attenzione rivolta al centenario della nascita di Eugenio Montale proprio sul finire del Novecento (1996) rappresenta la conferma diretta della sua riconosciuta e tuttora indiscussa centralità nella poesia italiana di questo secolo, tema presente già nella presentazione di Giorgio Zampa all’edizione, dal titolo improprio, di Tutte le poesie dell’autore e ribadito in un articolo di Marco Forti, apparso su “Poesia”.Continua a leggere
Spiegavo l’altro giorno a un bravo ragazzo, vittima della sua nomea, che poteva essere certo dell’attenzione riservata nei suoi confronti a scuola, perché gli adulti che lo seguono sono pronti a cogliere e valorizzare qualsiasi suo gesto di riscatto. E, tuttavia, mi toccava insegnargli il peso della reputazione, che incombe su ogni giudizio occasionale. I trent’anni di differenza tra di noi mi sono risultati chiari quando mi sono sentito automaticamente parlare non solo di reputazione in generale, ma nello specifico di web reputation. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/02/Reputazione-sul-web.jpg713800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-02-12 07:00:272018-02-11 19:55:27Attenti alla vostra reputazione
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2017/12/Keats-e1514632225371.jpg1013799Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-02-07 07:00:082018-02-06 23:59:56Sulla natura del genio
Da qualche decennio a questa parte le opere letterarie (i romanzi, le raccolte di poesia) sono castelli di sabbia che resistono appena qualche stagione. Perché? Perché non c’è più una critica letteraria autorevole. Perché il Mercato impone i suoi (dis)valori. Perché i letterati sono monadi e non combattono più nell’agone condiviso. Perché gli sbocchi novecenteschi – esiziali – di ogni letteratura nazionale sono spazzati via dalla cultura globalizzata. Perché la quantità di opere meritorie è oggettivamente esorbitante (ovvero: si muore per eccesso di benessere). Perché non ci sono più destinatari, ovvero una comunità di riferimento. Perché viviamo in un Presente piatto ed edonistico, cioè senza memoria. Perché ogni identità (la letteratura in sé, il lettore, il critico, l’autore, il testo…) è in crisi.
Trovate la spiegazione che più aggrada, ma il dato non cambia: non sappiamo scegliere quali doni tramandare. Continua a leggere
Miei adorati, fidatevi di me: non leggete. Non sprecate tempo. Non cercate di vivere più vite, prendete possesso dell’unica che avete: la vostra.
E vivetela stando nell’unico tempo che esiste: il presente. Carpe diem: ogni occasione lasciata è persa. Mica penserete davvero, del resto, di poter espandere il vostro tempo. Fate surf sui vostri piaceri. Attardarvi nei regni dell’oltremondo con Dante, sugli oceani con Conrad, o specchiarvi con Capote negli occhi di un assassino non vi servirà a nulla. Tanto, qualora vi trovaste malauguratamente davanti a un demonio, con buona pace di Dante vi caghereste addosso senza profferir verbo. E su una nave in tempesta non trovereste un trinchetto terzarolato manco se vi ci impiccassero. E nello sguardo di un assassino non c’è mai nulla da vedere, se non la vostra paura. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2018/01/scemo-chi-legge.jpg559800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2018-01-18 07:00:152018-01-19 08:22:10La beatitudine dei non lettori
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