La poesia non è strana, ma naturale
Ogni volta che spiego un po’ di metrica ai miei studenti e parlo di sinalefe, dialefe e compagnia bella, mi sento in dovere di rovesciare la loro prima percezione. Pensano infatti di trovarsi di fronte a qualcosa di strano, ad artifici poetici, a complicazioni inutili. “No, miei cari”, dico loro, “è la grammatica a essere strana”. E spiego come la metrica assecondi la naturale fluenza della lingua – anche se loro hanno imparato prima la sillabazione e, con l’imprinting dell’analisi grammaticale, fanno confusione.
L’aneddoto mi è tornato in mente riflettendo sul concetto di naturalezza, legato alla poesia, sulla scorta di questa lettera che John Keats scrisse al suo editore John Taylor: Continua a leggere




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