Tag Archivio per: NARRATIVA CONTEMPORANEA

Brullo come San Paolo, eretico e colossale

Davide Brullo è un tarlo che si è insediato subito nel Grande Codice, se ne è nutrito, andando soprattutto a rovistare nelle pieghe recondite, nelle varianti, in ciò che soggiaceva ancora inerte, in attesa di essere risvegliato. Ha perciò iniziato una furiosa attività di traduzione, volta a rigirare la cenere e riattizzare fiamme pericolose e ispirate. Si ustiona con gioiosa santità di eretico da sempre, Davide Brullo. Continua a leggere

Causa al vincitore del prossimo Campiello

Malgrado sia un amico, malgrado non sia nel mio stile adire le vie legali (preferisco incontri notturni in vicoli ciechi, o la vendetta attraverso la letteratura), tra poco mi troverò costretto a far causa al prossimo vincitore del Campiello. Continua a leggere

Vendere racconti (o del qualunquismo)

Leggevo ieri un interessante articolo di Salvatore Anfuso, Vendere racconti a una rivista cartacea. Ci si chiede qui se esistano ancora riviste (cartacee) in grado di pagare la pubblicazione di racconti (sì, ne esistono) e se esistano riviste di un certo prestigio letterario, capaci di “lanciare” anche nuovi autori, che non siano eccessivamente partigiane, snob, letterariamente orientate, che siano insomma aperte a ogni forma di contributo, a prescindere dal genere, affinché un racconto “scritto bene” trovi accoglienza. Attraverso il tam-tam dei commenti, è emerso inoltre il sogno di fondare una nuova rivista, che rispondesse, se ho ben capito, a tutti i requisiti finora indicati, ovvero: Continua a leggere

Della maestria (per lo Yeti di Enrico Macioci)

(L’opera scelta come copertina è di Lele De Bonis.
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Sono sempre stato dalla parte degli avvistatori di yeti, dei visionari che mettono la faccia in qualcosa che ai più pare inverosimile, anzi, addirittura ridicolo. Limitarsi al buon senso ci dà il sostegno dei conformisti, ma uno scrittore deve sempre fare i conti, alla fine, con l’aldilà. Continua a leggere

Un racconto di Roberto Saviano

Tra le altre cose, mi è capitato di pubblicare un racconto di Roberto Saviano, prima che diventasse Roberto Saviano. Correva ancora l’anno 2005…

La città di notte Continua a leggere

Scribacchini, scrittori, autori. E Fabio Greco

Ma che bello che bello che bello quando fra tanti scribacchini, che nulla sanno d’arte e stanno appiccicati al loro io, o tanti scrittori mestieranti, che molto sanno d’arte e curano la maschera del narcisismo producendo magari ottimi prodotti e persino di successo talvolta, s’incontra invece un autore, e quindi ci si immerge nella potenza schiumante (o scabra ed essenziale, la logica non cambia) di una lingua, e ci si perde in una narrazione che ha ritmo, visione, canto.

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L’amore ai tempi di Batman (di Massimiliano Parente)

(L’opera scelta come copertina è di Michela Pedron.
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Terminata la lettura dell’ultimo romanzo di Massimiliano Parente, L’amore ai tempi di Batman, mi ha preso un po’ di tristezza. Non è solo l’effetto della storia, la vita di Walter Moschino, il protagonista da cui scaturisce la trama (esigua) e il flusso di pensieri che disegnano lo spirito del tempo, nella porzione raccolta, ovviamente, da quest’opera. Continua a leggere

La logica dei premi (letterari)

Sono entrato, con Tutte le voci di questo aldilà, tra i finalisti del Premio Letterario Hermann Geiger. La motivazione recita: “per l’affresco originale e parodistico degli intellettuali odierni e dei loro vizi, tratteggiato con una scrittura colta e sapiente”. Per uno come me, molto scettico e tutto sommato indifferente a simili competizioni, la notizia è utile soprattutto per qualche considerazione disincantata, forse addirittura un po’ cinica. Continua a leggere

La rancura, motore della storia (per Luperini)

Ho letto La rancura di Romano Luperini per un paio di buoni motivi: 1) la stima per il critico e la sua scelta di calarsi nei panni del narratore; 2) il discorso generazionale che detta una scansione in tre fasi del libro, che si divide in una parte prima, Memoriale sul padre (1935-1945), una parte seconda, Il figlio (1945-1982) e una parte terza, Il figlio del figlio (2005). Nell’attraversare oltre mezzo secolo, seguendo le vicende, più che di una famiglia, di tre uomini, ci si affida a generi letterari diversi, rispettivamente: la docu-fiction, l’autobiografia romanzata («quasi un’autofiction») e il racconto in terza persona. Continua a leggere

La vita a rovescio di Simona Baldelli

Non c’è bisogno di scomodare Manzoni o Pirandello per ricordarci quanto la realtà, a volte, sia più inverosimile della finzione.

Un manualetto che vale come riprova in tal senso, per stare ad autori meno impegnativi, almeno per quanto riguarda la presunzione di classicità, è quello che raccoglie i racconti di Paul Auster sotto il titolo Esperimento di verità.

Su questo nodo poetico mi ha però ricondotto il romanzo di Simona Baldelli La vita a rovescio, non tanto per la storia di Caterina/Giovanni (che è basata su fonti storiche precise, come ricorda in nota l’autrice), ma per alcuni passaggi della storia. La verisimiglianza è infatti un problema di resa espressiva, di credibilità narrativa, non di corrispondenza alla storia reale. Continua a leggere