Sul numero 100 di Ateliersono state ospitate due mie poesie. Si tratta di testi estratti da un manipolo di inediti (almeno in volume) e che non hanno alcun legame particolare. Eppure, al critico Daniele Maria Pegorari, che si è occupato di redigere una nota critica su questi versi, sono bastati queste due prove per indovinare una costellazione, per perimetrare con perizia una poetica, specialmente per la precisazione finale: chapeau. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/12/Lago-dOrta.jpg330800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-12-19 17:37:472020-12-19 17:37:47Due poesie (e una nota critica)
I numeri vanno sempre interpretati, come si sa. Ma comunque li si guardi, certi numeri rappresentano un traguardo sorprendente, come i cento numeri di una rivista dedicata alla poesia in particolare, e alla letteratura contemporanea in generale.
Il Novecento è stato il secolo delle riviste. Molte di esse hanno addirittura scandito le stagioni letterarie, formato generazioni di scrittori, alimentato internamente la cultura – ma anche portato dall’estero linfe vitali, creato traiettorie in verticale fra generazioni differenti, dato visibilità a voci sommerse. Alcune, pur folgoranti, si sono spente dopo pochi numeri. Altre, nella continuità garantita dal prestigio raggiunto e dal radicamento nei poteri editoriali, sono sopravvissute più volte a loro stesse. Imbalsamate, magari, come ancora ne vediamo. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2014/08/Atelier-Ultimo-progetto.jpg651900Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-12-17 16:08:572020-12-17 16:08:57Cento volte Atelier: evviva!
Su Pangea Davide Brullo, qualche settimana fa, aveva ripreso e sviluppato la mia provocazione intorno all’assenza di maestri, oggidì. Mi è rimasta in gola, rispetto al tema, una certa parte del discorso, più personale, rispetto a quell’asettica, oggettiva constatazione. Forse un giorno ci sarà modo di svilupparla, ma intanto il pezzo di Davide compie già uno scarto in questa direzione, per cui lo ripropongo qui. Continua a leggere
Tra le altre questioni, si è detto delle poche immagini di Simone, e mi è venuta voglia di sfogliare qualche vecchia cartella. A lavorarci con calma, chiedendo anche ad altri di raccogliere materiali simili e confrontare le informazioni, ne verrebbe fuori un bel racconto – di Simone ma anche di quello che è stato il gruppo di Atelier.
La prima fotografia che vorrei segnalare è relativa al 17 giugno 2006, quando alla Villa Marazza di Borgomanero festeggiammo il decennale della rivista. Come in una formazione calcistica, ecco il gruppo dei presenti nell’occasione: in piedi, da sinistra: Cesare Viviani, Tiziana Cera Rosco, Massimo Gezzi, Giuliano Ladolfi, Simone Cattaneo, Federico Italiano. Accosciati: Andrea Temporelli, Alessandro Rivali, Giovanni Tuzet, Davide Brullo. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/07/Cattaneo-giugno-2006.jpg629800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-07-09 15:24:242020-07-09 15:24:24Per Simone, ancora (qualche parola e qualche foto)
La vita di tutti è costellata di incontri avvenuti fuori tempo. L’amore dei vent’anni. Il padre a cui si saprebbe che rispondere quando è troppo tardi. Il fratello rimasto alle spalle per sempre, durante la rincorsa. Lo sconosciuto a cui si poteva tendere la mano e non sarebbe costato nulla, a pensarci bene. Quel professore più volte maledetto, e poi invece vallo a indovinare che aveva ragione. E chissà quanti altri volti, quante altre mani o voci, incontrate in seguito per giorni, mesi, anni − magari solo nei sogni, nelle pieghe del pensiero.
Ma se c’è un luogo pensato apposta per gli incontri fuori tempo – fuori storia – questo è il luogo degli artisti. Che cosa sono la letteratura, l’arte, la musica, se non l’universo parallelo in cui vivi e morti continuano la disputa umana, infinita? Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/06/Simone-e1591915372908.jpg460800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-06-19 07:00:122020-06-19 14:09:20Di incontri fuori tempo: Giovanni Succi e Simone Cattaneo, artisti di nicchia
Il politico si rivolge alla folla. Il poeta si rivolge a un individuo. Se anche quest’ultimo giungesse a pensare a una moltitudine, sarebbe sempre una somma di tante, irriducibili individualità.
Lo sa bene anche Anna Maria D’Ambrosio (non a caso autrice anche di raccolte poetiche e narrative), che con Vergine Luna ha condotto una personale indagine del Tu nella poesia e nella preghiera, come recita il sottotitolo. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/06/Luna-e1592063511319.jpg582800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-06-15 07:00:042020-06-13 17:55:08Vergine Luna: il tu nella poesia e nella preghiera
Da svariati anni nutro gratitudine, oltre che rispetto, verso il poeta Andrea Temporelli. Il motivo è presto detto: il suo avermi voluto incontrare, un tempo, sul lago Maggiore, ad Arona. Nonostante fossimo l’uno per l’altro due semplici sconosciuti. Certo, fedeli d’amore verso quell’arte implacabile che assume su di sé il nome grande di poesia. Ma nonostante io all’epoca fossi uno sbandato maudit, in balìa di crisi umorali mica da ridere. Eppure, a partire da lì, da quel vicendevole osare, e dal suo biblico accogliermi ‒ io mi porto dentro una riconoscenza. Che se all’inizio aveva preso la forma, quanto mai incosciente, dell’ossessione (ogni mio libro doveva contenere un cammeo su di lui ‒ e così è sempre stato, e forse sarà…), ora invece questa gratitudine si è trasformata in un legame di amicizia che cresce saltuariamente ma costante nel tempo, quasi forse che si possa parlare di fratellanza. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/05/Il-Pica-sass-Lo-scalpellino.jpg535800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-06-12 11:32:092020-06-12 11:32:09Fraternità in poesia. La letteratura è costellata di omaggi
E a questo proposito, vedi, non è che in certi momenti non abbia avvertito quella specie di prurito mentale accompagnato da assenza di peso e ronzìo negli orecchi e vaga sensazione di distacco che preannuncia lo stato poetico, ma qualsiasi cosa fosse quello che veniva fuori (“dentro”) fra me stesso e la mano in registrazione di parole mi pareva già perduto, ricalcato, come quando osservando il paesaggio da un’altura e vedendo che altre colline e avvallamenti e conche e rilievi prendevano forma in continua mutazione mi veniva suggerito che anche l’intelletto ha le sue colline e montagne e valli ecc., e tuttavia tutto, pronto a lasciarsi organizzare, l’avevo già sentito da qualche parte, variazione o metafora o che altro diavolo fosse, mentre mi pareva nello stesso tempo che ogni cosa fosse solo e semplicemente se stessa, in modo inequivocabile, e che farla “altra” non sarebbe stato che un inutile, risibile tradimento.
R. Sanesi, La polvere e il giaguaro
(L’opera scelta come copertina è di Alessandro Papetti.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/05/Roberto-Sanesi-ritratto-di-Alessandro-Papetti.jpg1127800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-05-21 10:47:332020-05-21 10:47:33Lo sguardo interno della scrittura. Avvicinamento alla poesia di Sanesi
Il sogno alchemico di fondere Occidente e Oriente, la terra delle ombre e la terra dell’alba, si realizza poeticamente nell’opera di Kikuo Takano.
Quanto il Giappone sia attratto dalla cultura occidentale è dato ormai secolare che trova riscontro in tutti i settori della vita moderna; quanto fascino la misteriosa e spesso segreta terra del Sol Levante eserciti sulla nostra fantasia è, parimenti, esperienza assodata. Eppure sorprende scoprire la voce di un poeta nipponico che si è imposto all’attenzione tardi, dopo una lunga disciplina personale, superate stagioni letterarie sperimentali e senza costrutto; sorprende trovarla intrisa di Heidegger, punta da tormenti esistenziali che consuonano perfettamente con i nostri; stupisce perché, questi elementi, fioriscono senza contraddizione nell’alveo di una lirica che è nello stesso tempo riconoscibilmente diversa dalla nostra. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/03/Kikuo-Takano.jpg724800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-05-11 07:00:042020-05-10 21:46:58Il sogno alchemico di fondere Occidente e Oriente: Kikuo Takano
«Ti do il mio cuore per il tuo fegato», recita un testo di Bernard Noël compreso nell’antologia Il rumore dell’aria (Poesie scelte 1956-1993, Ed. del Leone, 1996). Ma non sono poesie che si crogiolano macabramente in contorti avvinghiamenti fisici quelle di Noël, seppure alcuni versi siano intrisi di un forte senso del corpo e della materia in generale. Continua a leggere
https://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2020/03/Noel.jpg415800Andrea Temporellihttps://www.andreatemporelli.com/wp-content/uploads/2015/09/andrea-temporelli-logo-header-website.pngAndrea Temporelli2020-05-06 08:18:152020-05-06 08:18:15Il rumore dell’aria: la poesia di Bernard Noël
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