Difesa della vacanza

Il riposo è un tempo prezioso nella vita di ognuno. Lo inquiniamo spesso con uno svago coatto, lo avveleniamo con intrattenimenti indotti o con altri impegni-impedimenti accumulati durante le settimane di lavoro. Lo rendiamo inerte, privo di arte. E invece l’ozio sarebbe il tempo da dedicare a ciò che si ama. Continua a leggere

Abbasso il saggismo saccente sul nulla

Alfonso Berardinelli ribadisce per l’ennesima volta la sua sacrosanta analisi letteraria:

Chi critica autori in attività e sul mercato viene trattato come un malevolo e pernicioso perturbatore del flusso commerciale […] La qualità poetica non è più percepita quasi da nessuno, neppure dagli esperti. L’aspirazione letteraria oggi più diffusa è un’altra: scrivere romanzi gradevoli o ripugnanti ma vendibili e premiabili. Eppure gli autori non sono più decine ma centinaia e non c’è critico, per quanto solerte, insonne e votato al sacrificio che possa venire a capo di tutto ciò che si pubblica. I premi servono a questo: a far credere che i romanzi siano pochi come una volta. Il guaio è che spesso i pochissimi romanzi premiati non valgono più dei moltissimi che restano sconosciuti.

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Causa al vincitore del prossimo Campiello

Malgrado sia un amico, malgrado non sia nel mio stile adire le vie legali (preferisco incontri notturni in vicoli ciechi, o la vendetta attraverso la letteratura), tra poco mi troverò costretto a far causa al prossimo vincitore del Campiello. Continua a leggere

Malinconia e poesia (di Eugenio Borgna)

La malinconia come radice dell’esperienza poetica

di Eugenio Borgna

(L’opera scelta come copertina è di Silvia Rossi.
Cliccare sull’immagine per la visualizzazione completa)

1. Che cosa ci dice, che cosa ci può dire la letteratura sulla psichiatria e come la psichiatria può contribuire alla comprensione dei meccanismi psicologici che intervengano in alcune opere poetiche o narrative? Come ha scritto Karl Jaspers, psichiatra e filosofo insigne, non c’è psichiatria che possa fare a meno degli orizzonti conoscitivi a cui giunge l’esperienza letteraria; ma, in ogni caso, non di questo vorrei ora parlare limitandomi a indicare come, nel contesto del discorso critico (ma anche in quello poetico ovviamente) di Giacomo Leopardi e del discorso poetico di Charles Baudelaire, la malinconia (esperienza psicologica e umana alla quale non si può assegnare una mera significazione di malattia) si costituisce come struttura portante del loro straordinario discorso creativo. Alcuni testi letterari ci dimostrano come i temi essenziali della psichiatria (la malinconia, la tristezza, l’angoscia, la nostalgia, lo smarrimento, la estraneità, il taedium vitae) abbiano a radicarsi davvero nel cuore della condizione umana e abbiano a nutrire le sorgenti misteriose e sconvolgenti della esperienza creativa (poetica e narrativa). Continua a leggere

L’arte della citazione

Spesso per rafforzare una propria opinione ci si affida alla citazione di un’auctoritas − termine che del resto deriva dalla stessa radice del verbo augeo, che significa accrescere.
Chiamare dalla propria parte, come garante, un classico o un esperto è però un’operazione che comporta in ogni caso qualche cautela.
Anzitutto, si alza il livello della discussione e si sollecita il proprio interlocutore su un piano prettamente culturale, se non addirittura erudito. Ricordate la scena di fra Fazio nei Promessi sposi? Renzo, Lucia e Agnese sono in fuga, di notte, e vengono accolti nel convento: Continua a leggere

Attraversare Montale

.                    Potere
simili a questi rami
ieri scarniti e nudi ed oggi pieni
di fremiti e di linfe,
sentire
noi pur domani tra i profumi e i venti
un riaffluir di sogni, un urger folle
di voci verso un esito; e nel sole
che v’investe, riviere,
rifiorire!

Ben oltre ogni possibile disquisizione letteraria, l’attenzione rivolta al centenario della nascita di Eugenio Montale proprio sul finire del Novecento (1996) rappresenta la conferma diretta della sua riconosciuta e tuttora indiscussa centralità nella poesia italiana di questo secolo, tema presente già nella presentazione di Giorgio Zampa all’edizione, dal titolo improprio, di Tutte le poesie dell’autore e ribadito in un articolo di  Marco Forti, apparso su “Poesia”. Continua a leggere

Il confine della normalità

Sia detto subito: dalla normalità siamo guariti tutti quanti per tempo. Siamo tutti unici ed eccezionali, nessun paradigma standard giustifica una vita.

Ciò però non deve tramutarsi in una forma di individualismo, in ambito educativo. Quando per esempio accade qualcosa, magari uno screzio, una difficoltà di rapporto, l’insegnante-educatore (in verità, dovrebbe valere anche per il genitore) in quel contesto si interessa di tutte le persone coinvolte, pur riconoscendo la specificità di ciascuna.

L’attenzione spesso esasperata delle famiglie, invece, finisce per imporre un eccesso di azione. La percezione di un ideale confine della normalità, inteso come vigile buon senso intorno alle situazioni educative, si sta pericolosamente, vertiginosamente abbassando. Continua a leggere

L’altro tempo di Auden

L’opera poetica e saggistica di Auden (1907-1973) sta ottenendo in questi anni, sull’onda di un forte rilancio editoriale che vede in prima linea la casa editrice Adelphi, un certo successo di pubblico e di critica. Quali sono le ragioni di questa riscoperta? A un primo sguardo, sembrerebbe trattarsi di uno dei non rari paradossi editoriali del nostro Paese, considerando quanto poco dovrebbe risultare congeniale alla nostra tradizione l’innesto delle opere del poeta angloamericano. L’Italia, secondo i parametri più diffusi, è un Paese malato di lirismo, viziato, sin dall’origine della propria letteratura, da un peccato di petrarchismo: la “religione delle lettere”, sulla base a volte di consolidati classicismi, a volte di risorgenti idealismi, domina le nostre scene, guidando il gusto dei critici e dei lettori verso un ideale di poesia pura. Questa, almeno, è la facciata che manifesta una tradizione in cui autori come Pasolini, Fortini, Bertolucci o Pagliarani, per fare qualche minimo esempio, devono cedere i riflettori ad altre, più celebrate esperienze. Continua a leggere

Umiltà dell’ambizione. Incontro con Antonio Riccardi

Attraverso una terra triste, senza palpiti, sebbene nascosta dietro il viavai di molta gente. Costeggio uno specchio d’acqua sulla scorta delle indicazioni di una voce, la voce di un poeta che interrogo da tempo con attenzione, perché mi parla di qualcosa che mi riguarda, e non so che sia. Trovo infine il Palazzo che si staglia nella sua magnificenza sulla desolazione che lo protegge. Ma in tutto questo io non sono Parsifal, l’Idroscalo non è un lago incantato, il Palazzo Mondadori non è il castello che custodisce il Graal. Forse ne varco la soglia per la prima volta troppo tardi, con troppo disincanto sulle spalle, per subirne il fascino. Piuttosto, mi tornano alla mente certe immagini di Aquarama: «Brasilia, poco oltre l’Idroscalo. […] Nessuno da questa campagna provi a volare / mai, né mai desideri la bella Sirena». Il mistero dunque c’è, ma non la suggestione. È un mistero materiale, la poesia. A spiccare il volo sono i grandi uccelli di metallo di Linate. Eppure, lo so, verrò coinvolto in strani riti, vedrò simboli a me ignoti o oscuramente fraterni, farò domande – ma ho la sensazione che la domanda essenziale non potrà che sfuggirmi. E sia. Continua a leggere

Philippe Jaccottet

Fedele alla luce dell’inverno

Philippe Jaccottet è fra gli scrittori più seguiti e apprezzati dai giovani poeti in Italia. Non è un caso che siano in particolare Fabio Pusterla e Antonella Anedda ad aver contribuito a colmare la lacuna di conoscenza di quest’autore (nato nella Svizzera Romanda nel 1925 ma residente in Francia), peraltro assiduo frequentatore della nostra cultura: si ricordano infatti le traduzioni anzitutto di Ungaretti, e poi di Cassola, di Montale, di Sereni, di Luzi, di Bigongiari, di Bertolucci, di Caproni, di Erba e di altri ancora. E la dispersione editoriale che caratterizza le opere rese finalmente a disposizione del lettore meno disorientato, sarà dovuta probabilmente sia al ritardo con cui l’autore è stato accolto nel nostro Paese sia alla mediazione di scrittori che, nella difficile condizione in cui attualmente è costretta la poesia dalle maggiori case editrici, si trovano a lavorare in situazioni spesso precarie. Continua a leggere